S


Salva schermo: vedi Screensaver.
SAN: acronimo di Storage Area Network. Con SAN vengono descritte piu' tipologie di unita' di rete collegate per la memorizzazione di dati.
Redatto da Angelo Cresta
SAP: Service Access Point, termine generico che identifica nel modello TCP/IP o ISO/OSI i punti di accesso, o di interfaccia, dove un livello superiore (si veda TCP/IP) vi accede per utilizzare i servizi offerti dal livello sottostante. Ogni punto di accesso SAP ha il suo SAP address che lo identificata univocamente.
SAS: Software creato nel 1976 da un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Cary (North Caroline) e la sua originaria funzione fu di strumento orientato all'analisi statistica. SAS System e' attualmente a livello mondiale il sistema di IDS (Information Delivery System) cioe' di trasformazione dei dati in utili e rilevanti informazioni per il 'business' piu' diffuso nelle aziende.
SBS: Acronimo di Small Business Server.
Scalabile: che puo crescere.

Scalettatura: vedi Aliasing
Scheda: Una scheda figlia o di espansione puo' essere di tipo video, audio, acceleratrice, di rete p.e. Ethernet, ISDN ecc. Le schede vanno inserite nei diversi tipi di slot presenti nella scheda madre. Gli adattatori sono le schede di espansione che permettono di collegare una periferica esterna al computer. In altri termini fanno da interfaccia tra calcolatore e dispositivo esterno (HD, scanner, ecc..). Un controller SCSI, presente tipicamente su una scheda di espansione, e' un esempio di adattatore (host adapter). Generalmente le slot presenti in una scheda madre, che accolgono schede di espansione possono essere di tipo ISA, PCI o AGP. Solo alcuni tipi di schede video possono essere inserite nello slot AGP. L'acceleratore grafico e' una scheda che integra dei processori dedicati per migliorare la visualizzazione su monitor di animazioni a due o tre dimensioni (2D e 3D). Grazie all'adozione di queste schede l'elaborazione dei dati, necessaria per la visualizzazioni di immagini, viene delegata a questi processori anziche' sovraccaricare di lavoro la CPU. L'acceleratore grafico in termini di scheda puo'essere una scheda PCI o ISA che agevola una preesistente scheda video 2D nei calcoli 3D e multimediali; in termini di processore, e' un chip integrato nelle moderne schede video che gestisce i calcoli suddetti.
La memoria di tipo RAM (8MB) e' necessaria per memorizzare i poligoni che costituiscono l'intera immagine 2D o 3D. P.e. 8 MB servono anche per visualizzare le immagini su schermo un po' piu' grande: una risoluzione video di 1024x768 a 24 bit/ pixel occupa esattamente (1024x768)x24 = 18874368 bit = 2.25 MB.
Esistono anche schede, diverse da quelle appena descritte, che permettono la visione di programmi televisivi o video DVD dal monitor del PC per schede TV si intendono:
  • schede video con opportuna entrata/uscita S-VHS per acquisizione video da telecamera o TV
  • schede PCI con le stesse funzioni delle precedenti
  • schede PCI con ingresso antenna che permettono di ricevere segnali per visualizzare programmi televisivi per schede DVD si intendono schede PCI (o schede video) che permettono di decodificare filmati MPEG tipici dei dischi DVD in hardware, agevolando la CPU da tali calcoli; molto utili su processori PentiumIII almeno da 500 MHz + AGP.
    Scheda madre: piastra dove sono collegati tutti i sofisticati componenti hardware che rendono possibile tutte le meraviglie dei computer. Contiene i chip della RAM montate sulle SIMM o DIMM, la CPU, la cache, i connettori ISA, PCI, AGP per i dispositivi I/O e quant'altro fa funzionare il computer. (vd. Architettura)
    Nell'immagine a lato vengono visualizzati i seguenti componenti: motherboard, ventola, processore, cache, chipset northern & southern, floppy disk, BIOS, connettori (slot) ISA, IDE, PCI, SIMM, DIMM, per la tastiera e per il modem.
    Clicca qui per vedere un'altra immagine di scheda madre
    Scheduler: Lo scheduler della CPU e' quel particolare programma di ordinamento che, attivato dal kernel, definisce quale processo o thread (parte atomica di un processo) puo' utilizzare la CPU. Generalmente i sistemi operativi adottano algoritmi di scheduling differenti per assolvere a specifiche esigenze, stabilendo quando e per quanto tempo un processo deve essere eseguito (vd. Scheduling della CPU). Argomenti correlati: multitasking.

    L'intervento di Marco Lizza Lo scheduler lavora a livello di processo ed e' sempre realizzato dal kernel. Per quanto riguarda lo scheduling dei thread, non sempre questo e' realizzato dal kernel. Sotto Windows 9x/NT e Linux si' ma, ad esempio, sotto altri sistemi operativi lo scheduling dei thread viene effettuato da librerie utilizzabili dall'utente (programmatore) che dovra' assicurarsi una corretta interazione fra i vari thread del suo processo (ad esempio, sospendendoli ogni tanto in modo da non causare una starvation di taluni thread).


    Scheduling della CPU: o scheduling a breve termine. Attivita' dello scheduler che consiste nell'allocare la CPU a ciascun processo. I piu' noti algoritmi che stabiliscono diversi criteri di allocazione sono: Round Robin (ammette la priorita' dei processi), First-come first-served (FCFS), Shortest Job First (SJF).
    Scheduling del Job: o scheduler a lungo termine permette al Sistema Operativo di selezionare un processo e caricarlo dalla memoria di massa (HD) nella memoria centrale (RAM) perche' sia eseguito. Utile nei sistemi batch che sfruttano lo spolling per accettare piu' processi di quanti ne possa eseguire immediatamente. Lo cheduler deve equilibrare processi I/O bound, ove si impiega un tempo eccessivo per l'I/O, a quelli CPU bound, ossia orientati maggiormente al calcolo piuttosto che alle operazioni di I/O. Inoltre lo scheduler del job controlla il livello di multiprogrammazione (vd. anche Overlay) ossia la quantita di processi che in memoria centrale occupano la CPU.
    SCIU: L'acronimo sta per Single Cycle Integer Unit, ed e' una delle unita' di execute del 604e e delle altre implementazioni multi-unita' del PowerPC. Esegue ogni operazione aritmetica/logica ad essa assegnata in 1 ciclo di clock, e nel 604/604e e' affiancata da un'altra SCIU completa ed indipendente. Nel 604e, ognuna consiste di 3 sotto unita' a ciclo singolo non indipendenti: una sottounita' logica, un addizionatore/comparatore ed una sottounita' per shift, rotate e couting-leading-zero (una istruzione molto particolare e potente). Si occupa delle istruzioni logiche (and, or, xor, not, ed altre previste dall'architettura del PowerPC: alcune anche complesse, tipo nor, eqv, ed altre); delle istruzioni aritmetiche (add, subf, ecc); delle istruzioni di shift logico/aritmetico, rotate (con maschere ed inserimenti: uniche nel loro genere) e dell'istruzione di conta degli zeri piu' significativi in un registro (utile per sapere la "dimensione" del numero e creare campi di bit dinamici). Come l'MCIU opera sui GPR. (redatto da Manta/Elven 11)
    Screensaver: salvaschermo. Applicazione integrata nei sistemi operativi moderni, che si limita a visualizzare animazioni spesso divertenti e bizzarre (p.e. quelle del prodotto AfterDark). Se abilitato, si attiva automaticamente dopo un periodo predefinito di inutilizzo del computer. La proiezione sul monitor di immagini statiche e persistenti per troppo tempo danneggia lo strato di fosfori presenti appena sotto lo schermo (vedi RGB). Lo screensaver grazie alle animazioni, salva il monitor da questo inconveniente. Generalmente si disattiva appena si preme un tasto sulla tastiera oppure quando si muove il mouse. Di salvaschermi ne esistono tantissimi freeware o shareware, il piu' elementare si limita semplicemente a disattivare od a scurire il monitor.
    SCSI: Small Computer System Interface pron. scasi. E' un sistema definito da interfaccia e controller per collegare periferiche esterne
    (nella figura a lato un connettore SCSI, tipo Centronics). Il trasferimento dei dati all'interno di un cavo SCSI avviene in parallelo ma sono state pensate implementazioni anche di tipo seriale per ottenere un rapporto costo/prestazioni molto competitivo. Infatti nella trasmissione in parallelo ciascun filo, se non viene schermato opportunamente, subisce delle interferenze che alterano il segnale elettrico originale (rumore). Inoltre rispetto al collegamento in seriale si hanno delle rigide restrizioni sulla lunghezza del cavo e sulla velocita' di trasferimento. Si distinguono:
  • SCSI 1, questo sistema e' stato rilasciato nel 1986 e nello stesso anno e' stato installato nei macintosh. Ha un indirizzamento a 8 bit, un transfer rate limite di 5 MB/sec, supporta un max. di 8 periferiche con identificativo (ID) da 0 a 7 "a cascata". Considerando in questo caso anche il computer (ID7) e l'HD (ID0) come periferiche e' possibile creare una connessione con altri 6 dispositivi. Il connettore e' di 50 pin a bassa intensita' con una lunghezza max. del cavo fino a 6 m.
  • SCSI 2 (Fast SCSI), transfer rate di 10 MByte/sec, connettore a 50 pin ad alta intensita', lunghezza del cavo 3 m. Invece Fast & Wide SCSI permette un indirizzamento a 16 bit per un max. di 15 periferiche e un transfer rate di 20 MB/sec se le periferiche supportano un indirizzamento a 16 bit. Il connettore e' di 50 pin ad alta densita' per una lunghezza max di 3 m.
  • SCSI 3, Caratteristica comune dei vari modelli che seguono le specifiche SCSI 3 e' quella di non richiedere il setting dell'ID di ciascuna periferica della catena. Inoltre l'ultimo dispositivo della catena non necessita del terminatore SCSI.
    (Ultra SCSI) ha un transfer rate di 20 MB/sec con indirizzamento a 8 bit, il connettore e' di 50 pin ad alta densita' e le periferiche possono essere disposte su una lunghezza max del cavo di 3 m.;
    (Ultra Wide SCSI) permette di raggingere i 40 MB/sec. per un max. di 15 periferiche. Il connettore e' di 68 pin e la lunghezza max del cavo puo' raggiungere i 3 m se la catena scsi e' formata da 3 periferiche mentre non puo' superare 1,5 m se le periferiche sono 4 o sup.;
    (Ultra 2 SCSI) ha un transfer rate massimo di 80 MB/sec, supporta 15 periferiche a 16 bit, il connettore e' di 68 pin ad alta densita' e la max. lunghezza del cavo e' di 12 m. (attinenze: EIDE)

    Per vedere un immagine dell'hard disk scsi e in particolare della sua interfaccia si veda il termine Hard disk.


    Script: insieme di istruzioni per automatizzare operazioni.
    SDSL: Single-line Digital Subscriber Line, vedi xDSL.
    Semiconduttore: Il germanio e il silicio sono esempi di semiconduttori. Queste sostanze cristalline fragili con lucentezza metallica hanno una conducibilità che aumenta con l'aumentare della temperatura (gli elettroni scorrono piu' liberamente) mentre al di sotto di una certa temperatura i semiconduttori possono diventare anche isolanti. Divesamente, se un conduttore metallico vene riscaldato, la sua restistenza aumenta con l'aumentare della temperatura. Il silicio, elemento ricavabile dalla sabbia e dai sassi, è diffusissimo in natura ma non allo stato puro. Nella lavorazione viene depurato e fatto diventare isolante pur mantenendo la sua naturale struttura cristallina di semiconduttore. Successivamente viene "drogato" cioè iniettato di particelle elementari (boro) per farlo tornare nuovamente semiconduttore ma con caratteristiche volute dai costruttori per fabbricare diodi e transistor.
    Seriale: uno per volta, uno dietro l'altro. Se si parla di trasmissione dati seriale allora l'informazione viene inviata in forma di impulsi elettromagnetici in fila indiana. Ciascun impulso puo' rappresentare uno o piu' bit (la trasmissione dei dati tra modem e computer avviene tramite un cavo seriale, att. baud). Si veda il termine seriale per le CPU alla voce Architettura.

    L'intervento di Marco Steccanella:
    Il fatto che la trasmissione sia seriale non implica necessariamente che i fili di comunicazione siano 2 (uno di segnale e uno di massa), anzi quasi sempre sono più di 2; il termine seriale indica solo che i dati vengono inviati tutti su un unico filo, bit per bit; possono comunque essere utilizzati altri fili per la gestione dei sincronismi e altre informazioni (per esempio se una macchina e' pronta a ricevere, oppure se è spenta, la richiesta di poter trasmettere, la richiesta di stabilire un collegamento, la presenza di collegamento, ecc...). Dal punto di vista fisico i bit vengono trasmessi sotto forma di tensione o corrente modulata ad onda quadra (vedi immagine di esempio alla voce modem), nella quale generalmente per convenzione il livello alto indica 1 ed il livello basso indica 0. Si contrappone a parallelo. Per un esempio si veda RS232.


    Serial Number: numero di serie, che permette la registrazione e il funzionamento completo di un programma shareware o non. Vedi anche crack
    Servent: applicazione client e server insieme. Gnutella e' un esempio di servent ossia di programma che permette il download (client) e nel contempo mette a disposizione file (server) per gli utenti di Internet che adottano lo stesso programma. Applicazioni client e server allo stesso tempo, rendono Internet una rete peer to peer (rete paritetica).
    Server: 1) Computer che permette ad altri computer (client) di utilizzare o reperire risorse di rete. Per approfondimenti si veda Client/Server.
    2) Il termine server-[qualcosa] (es. server web, server php, ecc.) indica il programma (uno o piu' processi) che, attivo su un computer (server), gestisce ed offre servizi in rete. Si veda p.e. un server web presente nell'immagine Internet Inside (in alto a destra) che trasmette pacchetti al PC che li ha richiesti. Se consideriamo la trasmissione dal Livello Applicazione, il PC (client) riceve pagine web visualizzate tramite browser e non piu' pacchetti
    3) server-side: Dalla parte del server, una applicazione e' server side quando viene eseguita sul server per offrire un servizio ad eventuali client. Un linguaggio e' server side quando le applicazioni prodotte con tale linguaggio vengono eseguite su un server.
    Set: ing., insieme. P.e.: il set dei caratteri ASCII.
    Setting: ing., impostazione.
    Settore: unita' di divisione del HD per esempio di 512 byte ciascuno. Vedi HD e HFS.
    SGML: standard Generalized Markup Language, è un sistema per definire tipi di documenti strutturati.
    Shannon, Claude Elwood: Nato il 30 aprile 1916 a Gaylord, Michigan (USA). Laureato nel Michigan si trasferi' al MIT dove scrisse una tesi sull'utilizzo dell'Algebra di Boole per l'analisi e l'ottimizzazione dei circuiti di commutazione a relay. Dimostro' nella sua tesi che l'algebra booleana era adatta per rappresentare il funzionameto dei circuiti logici. Fu assunto alla Bell Telephones nel 1941 come ricercatore matematico e vi rimase fino al 1972. Nel 1948 pubblico' " A Mathematical Theory of Communication" sul "Bell System Technical Journal". Il suo lavoro ha fondato la Teoria dell'Informazione e ha proposto un modello formale per un sistema di comunicazione. Sviluppo' un metodo per analizzare una sequenza di termini di errore in un segnale, definendo le loro varieta' messe poi a confronto con quelle designate dal sistema di controllo. Nel 1952 con un esperimento illustro' le capacita' dei relais telefonici. Il Teorema di Shannon: in un canale rumoroso, la max velocita' di trasmissione la cui larghezza di banda e' H Hz con rapporto S/R (segnale/rumore) e' data dall'equazione:

    massimo numero di bps = H lg (1 + S/N).

    Poiche' la larghezza di banda della linea telefonica e' di 3 KHz e il rumore presente e' di 30 dB, non si puo' trasmettere piu' di 30.000 bps, salvo compressione.
    Bibliografia: 1.N J A Sloane and A D Wyner (eds.), Claude Elwood Shannon : collected papers (New York, 1993). 2.R Price, A conversation with Claude Shannon: one man's approach to problem solving, Cryptologia 9 (2) (1985), 167-175.


    Shareware: Software protetto da copyright che e' possibile provare prima di acquistare. In genere le versioni non acquistate sono solo parzialmente utilizzabili, i limiti possono essere intesi in termini di tempo o di funzioni attive: qualora un utente decida di acquistare il programma solitamente deve inviare all'autore una somma per ricevere il codice di registrazione (serial number) e quindi attivare in modo completo il programma.
    Shell: ing. conchiglia. Interprete dei comandi, i quali vengono inviati tramite un terminale al sistema operativo. L'utente comunica con il sistema operativo e le periferiche tramite la shell, i programmi invece vi accedono a queste direttamente, con le chiamate di funzione. Vedi Unix.
    S-HTTP: Estensione del protocolli HTTP che permette la trasmissione sicura dei singoli messaggi attraverso il World Wide Web, per mezzo dell'utilizzo degli SSL (Secure Socket Layer). Le pagine Web che richiedono l'utilizzo del protocollo S-HTTP sono, convenzionalmente, raggiungibili per mezzo di un URL del tipo:

    https://www.dsi.unive.it/~flongo/diz

    Al momento del primo accesso al dominio cui appartiene la pagina Web richiesta viene attivata la versione "sicura" del protocollo HTTP, che continuera' ad essere utilizzata fintanto che l'utente rimarra' all'interno del dominio.
    Redatto da Marco Lizza
    Shutdown: ing. arresto. Nei Macintosh, con sistema operativo in lingua in inglese, e' il comando che spegne il computer.
    Silicio: vedi semiconduttore.
    SIMM: Single In-Line Memory Module . Configurazione standard della RAM. Le SIMM sono le memorie RAM, DRAM o VRAM costituite da una serie di strisce fini di plastica che contengono i chip. Per espande la memoria dei computer vengono inserite nuove SIMM negli appositi connettori (slot) della scheda madre. Vedi anche DIMM.
    Sincrono: 1) Avvenimento sincronizzato con il segnale di clock o con altri segnali periodici di sincronizzazione della macchina o del sistema.
    2) Circuito (integrato oppure, per estensione, a elementi discreti) che prevede l'accesso e il funzionamento sincronizzato con un segnale periodico, per esempio il segnale di clock.
    3) Motore elettrico (o più in generale macchina elettrica), funzionante in corrente alternata ad induzione, nella quale la velocità di rotazione e' rigidamente sempre quella teorica detta di sincronismo (sincronizzata con la frequenza secondo la formula v = 60 * f/p, f == frequenza e p == numero di poli), indipendentemente dal carico sopportato.
    Redatto da Marco Steccanella
    Sistema Operativo: abbr. OS. Insieme di programmi base che costituiscono l'interfaccia tra l'utente e l'hardware. Il sistema (OS) nasconde l'hardware non solo all'utente ma anche ai programmi. Permette una gestione ottimizzata tramite File System, dell'Hard Disk, incluse le seguenti risorse: CPU, memoria, floppy disk, stampante ecc. Il sistema operativo organizza l'esecuzione dei programmi (vedi kernel, swap, overlay, memoria virtuale), fornendo i servizi fondamentali su cui questi poggiano. Facilita fondamentalmente l'utente nel compito della programmazione (att. Supervisor mode).
    Il contributo di Enrico Maria Biancarelli:
    Il sistema operativo (SO) e' costituito da un pacchetto di programmi, comandi e istruzioni che consente al PC di caricare i programmi in memoria (RAM) e di eseguirli, di registrare (p.e. su Hard disk), leggere, e modificare i dati sulle periferiche di massa, di riconoscere ed interagire all'occorrenza con i vari componenti hardware. In generale, il SO solleva da numerosi compiti in maniera trasparente, dando l'impressione all'utente di poter comunicare direttamente con ogni aspetto del PC, ma in realta' e' sempre lui che agisce da anello di congiunzione tra utilizzatore e macchina. Tutto cio' e' evidente con i moderni sistemi operativi dotati di interfaccia grafica (GUI) gestibile con un mouse. In passato, quando ancora si usavano sistemi detti "a riga di comando", l'interazione dell'utente con il SO era piu' visibile e piu' complessa: dal prompt era necessario impartire precisi comandi dotati di parametri propri direttamente al SO che rispondeva semplicemente con un messaggio. E' questo il caso del Microsoft DOS di cui, ancora oggi, in alcuni casi sporadici, si e' costretti a fare uso e pertanto e' conservato, seppure in misura ridotta, all'interno dei PC che accettano sistemi operativi Microsoft o compatibili. Quest'ultima affermazione evidenzia uno stretto legame tra hardware e SO: ogni tipo di computer (non solo i personal) e' progettato per lavorare con un determinato sistema operativo e viceversa. Quindi, non esistendo un SO universale, e' necessario informarsi circa la compatibilita' con la propria macchina (es. Windows, OS/2, Unix, Linux, Mac/OS).

    Sistema informatico: Parte automatizzata di un sistema informativo. Insieme di strumenti informatici per il trattamento delle informazioni di un'organizzazione al fine di agevolare le funzioni del suo sistema informativo. Un Sistema Informatico e' strutturato in 4 parti. d) applicazioni c) schema (vedi database) b) base informativa a) hardware e software di base
    Sistema informativo: Un sistema informativo di un'organizzazione (azienda, comune, ferrovie, aeroporti etc.) e' una combinazione di risorse umane e materiali (computer, dispositivi, carta, etc.), e di procedure organizzate per la raccolta, l'archiviazione, l'elaborazione e lo scambio di informazioni necessarie alle
    • attivita' operative (info. per il funzionamento normale, ossia di servizio)
    • attivita' di gestione (info. strategiche, di gestione. Es: previsione dell'aumento o del decremento delle vendite in alcuni periodi dell'anno)
    • attivita' di programmazione, controllo e valutazione (es: garantire il prodotto al cliente)

    SIT: vedi GIS.
    Slack: Spazio non utilizzato all'interno di un cluster (Frammentazione interna).
    SLIP: Serial Line Internet Protocol, protocollo byte oriented inventato da Rick Adams nel 1984, RFC 1055. Supporta solo l'IP, non rileva errori (non ha Ack) quindi non recupera i frame persi o danneggiati a livello livello Data Link (collegamento dati). Riceve il pacchetto Livello Network, costruisce il frame mettendo in testa e in coda un codice EXD (0XC0). In Ricezione elimina il flag (stuffing) e manda il pacchetto a livello superiore. Deve conoscere l'indirizzo IP in anticipo, non e' possibile assegnare un indirizzo dinamicamente in fase di set-up, non e' possibile definire una forma di autenticazione, da ciascuna parte non si sa con chi si sta comunicando, SLIP non e' uno standard Internet.
    Slot One: slot su cui si connette il processore Pentium II.
    Smiley: l'uso dei simboli di punteggiatura per esprimere emozioni. Ecco alcuni esempi:
  • Felice :)
  • Triste :(
    I puntini rappresentano gli occhi, le parentesi la bocca. Sono anche detti emoticons.
    Redatto da Angelo Cresta
    SML: Ecco alcuni esercizi svolti per apprendere il linguaggio SML
    SMS: Short Message System. Per utilizzare i servizi SMS via PC (non solo tramite cellulare) e' necessario accedere ad alcune pagine di Internet, che permettono l'invio di questi brevi messaggi (max. 160 caratteri) gratuitamente.
    SMS Prodotto Microsoft per distribuzione SW e gestione dei sistemi. Richiede un altro prodotto, SQL server.
    SMTP: Simple Mail Transport Protocol, protocollo semplice per il trasporto di posta, presente nel modello TCP/IP al Livello Applicazione. Si veda anche un'illustrazione intuitiva del modello TCP/IP.
    SNA: Systems Network Architecture è un'architettura di comunicazione creata da IBM nel '74 in ambienti mainframe. E' simile al modello OSI in quanto basata su 7 livelli. Dalla struttura gerarchica dei primi anni, la SNA si e' evoluta negli anni '80 in APPN (Advanced Peer to Peer Networking) per il supporto di workstation.
    Redatto da Franco Cericola.
    Sniffer: Detto di persona che prendere o, in diversi casi, ruba informazioni da un network o da piu' computer collegati con la rete. Per chi desidera spiegazioni piu' approfondite ecco le FAQ al sito http://rvl4.ecn.purdue.edu/~cromwell/lt/iss-sniffer-faq.html#what. Att. hacker (crack).
    Redatto da Annabella Alberti.
    SNMP: Acronimo di Simple Network Management Protocol, è un protocollo per i servizi di gestione di reti Internet. È formalmente specificato in una serie di RFC:
    (Some of these RFCs are in "historic" or "informational" status)
         RFC 1089 - SNMP over Ethernet
         RFC 1140 - IAB Official Protocol  Standards
         RFC 1147 - Tools for Monitoring and Debugging TCP/IP
    		Internets and Interconnected Devices
    		[superceded by RFC 1470]
         RFC 1155 - Structure and Identification of Management
    		Information for TCP/IP based internets.
         RFC 1156 (H)- Management Information Base Network
    		Management of TCP/IP based internets
         RFC 1157 - A Simple Network Managment Protocol
         RFC 1158 - Management Information Base Network
    		Management of TCP/IP based internets: MIB-II
         RFC 1161 (H)- SNMP over OSI
         RFC 1187 - Bulk Table Retrieval with the SNMP
         RFC 1212 - Concise MIB Definitions
         RFC 1213 - Management Information Base for Network Management
    		of TCP/IP-based internets: MIB-II
         RFC 1215 (I)- A Convention for Defining Traps for use with the SNMP
         RFC 1224 - Techniques for Managing Asynchronously-Generated Alerts
         RFC 1270 (I)- SNMP Communication Services
         RFC 1303 (I)- A Convention for Describing SNMP-based Agents
         RFC 1470 (I)- A Network Management Tool Catalog
         RFC 1298 - SNMP over IPX (obsolete, see RFC 1420)
         RFC 1418 - SNMP over OSI
         RFC 1419 - SNMP over AppleTalk
         RFC 1420 - SNMP over IPX (replaces RFC 1298)
    Il protocollo SNMP è stato disegnato verso la metà degli anni 80 in risposta ai problemi di comunicazione che si erano venuti a creare tra diversi tipi di reti. Funziona in questa maniera: scambia informazioni di rete attraverso messaggi (Protocol Data Units (PDUs), che contengono sia i titoli che i valori. Esistono 5 tipi di messaggi che il protocollo usa per tenere sotto controllo la rete, 2 per leggere i dati dei terminali, 2 per settarne i dati e uno che serve per tenere sotto controllo gli eventi che accadono in rete come accensioni o spegnimenti di terminali. Quindi se si vuole vedere se un terminale è attivo sulla rete si può usare l'SNMP per inviare e ricevere i PDU da quel terminale. Se il terminale è attivo otterremo di ritorno un PDU che ci dice che il terminale è effettivamente attivo. Mentre se il terminale è spento si otterrà un pacchetto spedito dal terminale stesso prima dello spegnimento che 'informava' la rete del suo prossimo spegnimento. Questa e' una piccola sintesi di ciò che si puo' trovare su http://www.inforamp.net/~kjvallil/t/work.html.
    Redatto da Angelo Cresta
    Software: abbr. SW. Il termine generico software si intende un programma, quindi un insieme di istruzioni (algoritmi e dati) che possono essere eseguite dalla CPU. Se le istruzioni devono essere compilate, ossia sono istruzioni ad alto livello (piu' comprensibile al programmatore) parleremo del codice sorgente del programma (per ulteriori dettagli si veda compilatore). Se il software (programma applicativo) viene utilizzato direttamente dagli utenti parleremo di applicazione. In genere invece se il software viene utilizzato dal sistema operativo lo indicheremo con il termine software di sistema. Attinenze: hardware.
    Soho: Small Office Home Office - questo termine identifica un tipo di mercato dedicato al piccolo ufficio, per distinguerlo da quello per le grandi aziende.
    Sorgente, codice: vedi codice sorgente.
    Spoofing: ing. imbroglio.
    1. Atto di introdursi in un sistema informativo senza averne l'autorizzazione. L'intruso cambia il proprio numero IP, non valido per l'accesso al sistema, in uno autorizzato.
    2. Tecnica che permette di rendere le linee di comunicazioni sgombre, tramite router, da pacchetti inviati per il controllo della connessione.

    Sottounita' di elaborazione: Nelle prime CPU c'era un solo blocco che realizzava tutte e tre le fasi dell'attivita' interna: fetch, decode ed execute (vedi anche Decodifica). L'idea successiva fu quella di realizzare piu' unita' con un compito specifico ma ben coordinate fra loro. Ora, in PowerPC, ma anche in Pentium, esistono tre Sottounita' principali:
    • Unita' interna (esegue i calcoli dei numeri interi)
    • Unita' floating point (esegue operazioni in virgola mobile)
    • Branch Unit (si occupa di predire i salti che farà la CPU e precalcola tale indirizzo)
    In effetti esistono anche altre Sottounita', come la MMU, destinata a gestire la memoria.

    Spamming: invio ad utenti di materiale pubblicitario non richiesto. Lo spammer e' colui che fa lo spamming. Vedi anche UCE.
    Special Purpose: in generale si usa per caratteristiche non general-purpose, ovvero specifiche dedicate alla risoluzione di un dato problema (ad esempio un chip grafico o sonoro, od un controller IO, in un contesto di elementi hardware). Nell'architettura di ogni CPU, esistono registri special-purpose, utilizzabili tramite istruzioni apposite i cui bit attivano funzioni specifiche, o contengono dati per uno scopo particolare. Nel PowerPC i registri $TB$, $LK$, CR, quelli per il monitoraggio della performance, il registro di stato, ecc (in generale i non GPR ne' FPR), sono esempi di registri special-purpose. (redatto da Manta/Elven 11)
    SPR L'acronimo sta per Special-Purpose Register, ed indica un registro special purpose. Nei PowerPC il numero di SPR differisce da implementazione a implementazione, anche se molti sono definiti nell'architettura. Nel 604e, ad esempio, sono piu' di 50. (redatto da Manta/Elven 11)
    SQL: acronimo di Structured Query Language, linguaggio di interrogazione strutturato. Questo linguaggio, uno standard per la definizione di database relazionali, e' stato sviluppato nel 1973 dalla IBM ed inizialmene si chiamava SEQUEL (Structured English QUEry Language).
    L'SQL, oltre a creare tabelle bidimensionali permette la formulazione di query (interrogazioni) sulle relazioni (tabelle). Un esempio di tabelle potrebbe essere quella vista nella spiegazione del termine Informazione. Le maschere possiamo pensarle a interfacce che nascondono la complessita' delle tabelle e dei loro collegamenti, per rendere piu' semplice la modifica e la visualizzazione dei dati contenuti nelle tabelle stesse. Access, programma della Microsoft, permette di utilizzare anche una versione grafica di SQL denominata QBE (Query By Example), anche se non sfrutta tutte le potenzialita' dell'SQL. Per database complessi e di grandi dimensioni si preferisce utilizzare i i sistemi ORACLE. SQL e' il linguaggio piu' utilizzato per definire database e permette di ottenere delle risposte precise se le domande vengono ben formulate.
    SSL: Secure Socket Layer. Protocollo sviluppato da Netscape operante nel Transport Layer (Livello Trasporto), che consente, grazie a tecniche crittografiche, il trasferimento di dati tramite la rete Internet in modo sicuro, ovvero senza che possano essere "acquisiti" da enti non autorizzati.
    Redatto da: Marco Lizza.
    Stack: ing. - pila, catasta.
    1) Area di memoria utilizzata secondo il paradigma LIFO (Last In First Out). Lavori in corso.
    2) Pila di protocolli, vedi il modello TCP/IP od OSI.
    Stampante: Ecco alcuni tipi di stampanti con relativo metodo di colorazione:
  • a getto d'inchiostro - generalmente quattro piccole taniche contengono i colori CYMK, vd. RGB per la stampa.
  • laser, utilizza il toner per le stampe in bianco e nero
  • ad aghi. Tali stampanti sono antiquate, il nastro per la colorazione si pone tra gli aghi e il foglio.
    Stand alone: ing. autonomo. Entita' hardware (p.e. PC) o software (p.e. applicazioni) capaci di operare autonomamente.
    Standard: normativa, raccomandazione. Si distinguono standard de iure o de facto: quelli de iure sono formalizzati da enti autorizzati di standardizzazione, p.e. il CCITT, l'ISO, il W3C. Gli standard de facto sono delle norme impostesi per diffusione e popolarita' da un'industra; un esempio? Da quando e' nato il primo PC (Personal Computer) IBM, si sono sviluppate molte altre aziende che hanno costruito PC compatibili IBM, oggi chiamati semplicemente PC.
    Starvation: In un sistema distribuito (ad esempio, in un sistema operativo multi-tasking) capita frequentemente che alcune entita' entrino in competizione per il possesso di una risorsa condivisa; nel caso tale risorsa sia ad accesso mutuamente esclusivo (si pensi alla CPU, ad esempio) in ogni istante una sola delle entita' la stara' utilizzando mentre le altre si trovano "in coda", attendendo il loro turno.
    Ogni entita' ha una priorita' differente (come una sorta di "grado di raccomandazione") e quelle piu' prioriarie vedono soddisfatte le proprie richieste piu' frequentemente (si pensi ai processi dedicati alla gestione del sistema operativo).
    Puo' capitare, pertanto, che un'entita' meno prioritaria debba attendere per un considerevole intervallo di tempo prima che le venga concesso l'utilizzo della risorsa di cui ha bisogno; addirittura l'entita' protrebbe trovarsi ad attendere per un tempo INFINITO, in tal modo "morendo di fame" (dall'inglese "to starve", da cui il sostantivo "starvation") dato che non gli viene mai data la "razione di risorsa" di cui ha bisogno per "vivere" (ovvero per continuare l'esecuzione).
    Redatto da Marco Lizza
    STP: Shielded Twisted Pair, doppino ritorto schermato, molto piu' costoso dell'UTP. Utilizzato nelle reti locali tra cui quelle Token ring. Questo tipo di cablaggio evita drasticamente il problema della diafonia.
    Stringa: sequenza finita o nulla di caratteri o simboli di un alfabeto, ottenuta per giustapposizione.
    Stylesheet: foglio di stile, vedi CSS.
    Subarea: collezione di terminali, workstation e linee telefoniche. Att. SNA, APPN, NCP.
    Subnet: insieme di router con proprie linee di comunicazione. Att. Subnetting.
    Subnetting: l'introduzione del subne comporta la modifica delle tabelle di routing; tali indirizzi sono della forma (NET, SUBNET,0), (QUESTA RETE, QUESTA SOTTORETE, HOST). Le maschere (MASK) di sottorete vengono adottate dal router per individuare la sottorete in modo da effettuare la corretta consegna del pacchetto. Qualora il pacchetto appartenga al router che gestisce la sua sottorete lo inoltrera' all'host. I vantaggi di adottare una maschera di sottorete sono:
    • riduzione della grandezza delle tabelle di routing poiche' il router manterra' solo l'indirizzo del dei suoi host e delle altre sottoreti.
    • la rete locale viene vista dall'esterno come un unico blocco, permettendo di modificare la distribuzione dei suoi host in modo trasparente, senza renderlo noto alle altre reti. Infatti la richiesta di un nuovo indirizzo di rete causato dalla crescita di una o piu' reti locali comporterebbe la richiesta di un nuovo indirizzo, e quindi dovrebbe essere ridistribuito agli altri router.
    Se il subnetting e' ad esempio 255.255.240.0 cioe: 11111111 | 11111111 | 11110000 | 00000000, il numero di host per subnet e' di 2^12 = 8192.
    Super pipeline: questo termine viene usato per definire una CPU con un pipeline con un numero di stadi maggiore o uguale a 5. (redatto da Manta/Elven 11)
    Superscalare: Architettura di una CPU che permette l'esecuzione di piu' di un'istruzione per ciclo di clock, per mezzo di pipeline multiple. Alcuni processori noti, con schema superscalare, sono quelli della serie Pentium e PowerPC.
    Lavori in corso Supervisor Call: svc - istruzione di chiamata al supervisore che genera un interruzione interna che porta il processore dallo stato utente (slave) allo stato supervisore (master). Viceversa per il rientro da interruzione (vedi anche monitor).
    Supervisor mode: E' uno degli stati operativi di una CPU, in contrapposizione allo user mode. Per definizione permette l'esecuzione di tutte le istruzioni, incluse quelle privilegiate, e, di solito, e' il modo di esecuzione del kernel. Viene anche evocato da una exception o interrupt, o da una chiamata esplicita da un processi in user mode che necessita' di eseguire una sezione di codice contenente istruzioni privilegiate.
    (redatto da Manta/Elven 11)
    SVGA: Super Video Graphics Adapter, scheda grafica da 800x600 pixel. Il termine denota anche schede con risoluzione pari a 1024x768. Il super VGA arriva anche a 1600x1200 pixel.
    Swap: Atto con cui, nell'ambito della gestione della MEMORIA VIRTUALE di un elaboratore, si designa l'operazione di "parcheggio" su memoria di massa (tipicamente il disco fisso) di una porzione di memoria volatile (la RAM) non utilizzata in quel momento; quando (successivamente) e' richiesto l'utilizzo dell'area di memoria "parcheggiata" questa viene portata di nuovo nella memoria volatile liberando la porzione di memoria di massa occupata ("swap area"). In questo modo e' possibile "simulare" una disponibilita' di memoria volatile superiore a quella reale.
    Redatto da: Marco Lizza
    SysOp: vedi Amministratore di sistema


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