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xDSL: La sigla xDSL (Digital Subscriber Line) racchiude le seguenti categorie:
  • ADSL, Asymmetric DSL, da 16 a 64 Kbps in upstream (invio dati) e da 1.5 a 8Mbps in downstream (ricezione dati)
  • SDSL, Single-line DSL, singolo doppino di rame, con distanza inferiore ai 10 Km.
  • HDSL High-data-rate DSL, come ADSL ma con distanza inferiore ai 10 Km.
  • R-ADSL Rate adaptive DSL, velocita' di invio e ricezione adattabile alle richieste del cliente.
  • VDSL Very high bit rate DSL.
    E' la tecnologia che sfrutta le normali linee telefoniche e permette all'abbonato (subscriber) ADSL di ricevere fino a 64 Mbps e di trasmettere fino ad 8 Mbps. ADSL possiamo pensarla alla connessione ISDN ma piu' veloce. Permette infatti non solo il browsing ma anche la trasmissione video (MPEG1) oltre i 10 Km di distanza (mentre il segnale ISDN degrada oltre i 6 Km) perche' con questa tecnologia si eliminano elettronicamente i problemi tipici del doppino quali eco e rumori di linea (diafonia). La trasmissione dei dati nelle due direzioni presenta questa asimmetria poiche' se si considera il servizio VOD e' importante che ci sia una larghezza di banda molto grande in ricezione piuttosto che in trasmissione. L'abbonato infatti, nell'ipotesi del VOD, deve solo inviare il titolo del film o qualche altra informazione. Tale tecnologia viene utilizzata nel cosiddetto "ultimo miglio" poiche' opera non tra le centraline telefoniche ma tra centralina e chiamante. Viene realizzata rimuovendo i filtri passa basso presenti nelle centraline telefoniche. I filtri passa basso infatti sono stati concepiti essenzialmente per la comunicazione telefonica VOCALE e quindi ammettono un intervallo di frequenze significative (banda base) comprese tra i 300 Hz (toni bassi) e 3500 Hz (toni alti)*. Le centrali devono essere attrezzate di un concentratore multiplexer denominato DSLAM (Digital Subscriber Line Access Multiplexer) che pone su una singola linea le diverse linee in entrata.

    *Una larghezza di banda maggiore farebbe riconoscere meglio chi sta dall'altra parte della cornetta mentre l'effetto nella trasmissione dei dati e' quello di aumentare il transfer rate (vedi Teorema di Shannon).


    XML: Ecco una mail su XML di Martino Pavan Perfetto, contributore del Dizionario Informatico:
    Ciao Francesco, come risultato del seminario dell'XML 
    che ho seguito e dalle informazioni che ho raccolto in giro ti mando questa piccola
    descrizione sull'XML.....Comunque e' una base di partenza; lo potrai usare se vuoi per
    metterlo nel Dizionario o come riscontro per qualche altro scritto sull'argomento.
    ciao,    
    M a r t y
                                         
    HTML: HyperText Markup Language   XML: eXtensible Markup Language
    
    Dicono che l'XML sia l'evoluzione dell'HTML. Beh, diciamo che entrambi 
    derivano da un linguaggio comune, SGML (Standard Generalized Markup Language).
    Quest'ultimo e' troppo grande e complesso per avere qualche  applicazione pratica, 
    quindi e' stato estrapolato l'HTML. L'HTML per conto suo era troppo semplice e rigido, 
    e non soddisfava le esigenze crescenti che Internet richiedeva,e quindi sono nate 
    successive versioni di quest'ultimo: HTML 2.0 e 3.0 e 4.0...
    C'e' quindi l'esigenza di qualche cosa di nuovo. Ecco l'XML.
    L'XML e' un meta-linguaggio e permette cioe' di creare dei linguaggi: permette la 
    definizione di set personalizzati di "tag". L'HTML aveva dei "tag" con significato 
    standard 
    (<B> era per il grassetto etc.) mentre i "tag" dell'XML
    non hanno un significato standard. Questa e' la croce/delizia dell'XML.
    Ogni definizione di questi "tag" viene chiamata "applicazione". Esistono 
    gia' applicazioni dell'XML in diversi campi. Praticamente l'XML permette di creare 
    dei "tag" per identificare  elementi e sotto-elementi di una qualsiasi struttura 
    (testo o record di dati che sia)
    
    <AUTORE>Giovanni Boccaccio</AUTORE>
    <TITOLO>Decameron</TITOLO>
    <DESCRIZIONE>10 persone in fuga dalla peste raccontano per 10 giorni una 
    novella ciascuno</DESCRIZIONE>
    <PREZZO>A3 25.000</PREZZO>
    </LIBRO>
    
    Gli elementi strutturali vengono definiti in un 
    file esterno chiamato DTD (Document 
    Type Definition). L'XML e' solo struttura, non ha strumenti per indicare come 
    quest'ultimo venga rappresentato a video, cioe' non ha strumenti analoghi al'HTML per
    indicare questo va' in  grassetto etc.
    Questo compito e' demandato ai "stylesheet", i fogli di stile. I linguaggi candidati
    a rappresentare le informazioni strutturate per mezzo dell'XML 
    sono i seguenti:
    CSS (Cascading Style Sheet) [gia' presente in HTML 3.0], 
    DSSSL (Document Style Semantics and Specification Language), 
    XSL (eXtensible Style Language) [il  linguaggio proprietario di XML].
    Solo il mercato decidera' che prendera' il sopravvento.
    
    Tutti questi linguaggi hanno meccanismi per individuare un elemento  della struttura 
    e rappresentarlo come si conviene (per adesso trasformano l'XML in HTML).
    
    Ma perche' tutto questo? Diciamo che se prima per vedere un filmato con  un 
    Browser 
    bisognava avere il plugin adeguato (esistono problemi di portabilita' e di standard), 
    se per vedere un testo matematico pieno di formule bisognava avere qualche strumento 
    estero al browser; piu' avanti bastera' avere lo "style sheet" adatto, e questo sara' 
    scaricato automaticamente assieme all'XML.
    
    Inoltre adesso con i motori di ricerca attuali non possiamo scegliere tra vari 
    significati di una stessa parola, cioe' non possiamo distinguere per esempio i libri 
    che parlano di "rose" dalle case editrici che hanno "rose" come parte del proprio nome.
    Nel futuro questo sara' possibile. XML puo' essere usato anche come lingua franca tra
    le basi di dati via  web.
    
    CLICCA QUI per vedere un'immagine esplicative del funzionamento di XML
    XON/XOFF: meccanismo di feedback software. (piu' lenta rispetto a RTS/CTS)
    X-Windows: Interfaccia grafica e sistema di gestione finestre per unix sviluppato al MIT.


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