O


OCR: Optical Character Recognition, riconoscimento ottico dei caratteri . E' una tecnica realizzata con del software appropriato per convertire un'immagine grafica, che visualizza del testo, in un vero file testuale e quindi modificabile con qualsiasi programma di videoscrittura (word processor o editor testuale). Per esempio e' possibile acquisire l'immagine di una pagina di un libro tramite scanner e farne il riconoscimento OCR. Il programma OCR dopo il riconoscimento creera' il file di testo desiderato. Non tutti i programma OCR riescono ad interpretare fedelmente i caratteri presenti nell'immagine. L'OCR potrebbe essere utilizzato per la creazione di libri virtuali (e-book) anche in formato PDF.
Redatto da Patrizia Finotello.
OCX: acronimo di OLE Custom Controls. E' l'estensione per i file che identificano i controlli ActiveX sviluppati da Microsoft. Tali controlli sono componenti software precostituiti, dotati di proprieta' modificabili a piacimento, che possono essere utilizzati liberamente o a pagamento (shareware) nella progettazione visuale di applicazioni. Non sono impiegabili direttamente ma richiedono l'inserimento in applicazioni che dovranno essere compilate attraverso un ambiente di sviluppo visuale come Microsoft Visual Basic. Per citare qualche esempio: le barre di scorrimento, i pulsanti di comando, le immagini, le etichette di testo, le caselle di testo, le barre degli strumenti, possono essere tutti controlli OCX. Vedi anche MSWINSCK.OCX al termine winsock
Redatto da Enrico Maria Biancarelli.
ODBC: Acronimo per Open DataBase Connectivity. Standard sviluppato verso la fine degli anni ottanta da Microsoft e IBM per lo scambio dei dati tra database diversi.
ODMA: Open Document Management API, interfaccia standard tra p.e. applicazioni e DMS (Document Management Systems). Si veda il sito:
http://www.aiim.org/odma/Odma20.htm

OEB: Open Electronic Book vedi http://www.openebook.org/
OEM: Original Equipment Manufactored.
Per OEM si intende il produttore o il rivenditore che assembla i PC. I prodotti OEM sono quelli che vengono venduti, nell'ambito dei PC, in versione "nuda" cioe' senza scatola, esempio: schede video, schede sonore, ecc. Il termine puo' essere riferito al software (sistemi operativi o applicazioni) venduto ad un prezzo molto inferiore a quello di mercato a patto che sia acquisti un PC; unica differenza con le versioni full e' la mancanza della scatola. Redatto da Daniele Abate
offset: spiazzamento, differenza creatasi tra il valore attuale e quello da raggiungere.
Oggetti, programmazione ad o.: Si riporta di seguito una raccolta di termini legati alla programmazione ad oggetti.

  1. OOA: Object Oriented Analisys. Metodologia per l'analisi e la progettazione che si appoggia sui concetti propri della OOP.
  2. OOP: Object Oriented Programming. Paradigma di programmazione orientato agli ogggetti, nato nella seconda meta' degli anni '70.
  3. OO: Object Oriented. Sigla utilizzata per indicare tutto cio' che e' orientato agli oggetti.
  4. Oggetto: singola replicazione di una classe.
  5. Classe: identificazione per oggetti che esibiscono all'esterno lo stesso comportamento. Questi hanno la stessa interfaccia e, a partita' di stato interno, operazioni identiche sugli oggetti producono i medesimi effetti interni ed esterni. In parole povere una classe la si puo' considerare come uno "stampino" che si usa per replicare (in gergo, istanziare) a volonta' degli oggetti.
  6. Sotto-classe: classe derivata da un'altra classe (suo padre, detta anche super-classe) che mantiene inalterati tutti gli attributi della classe superiore e ne puo' possedere di propri. Dal padre eredita anche i metodi che puo', eventualmente, ridefinire o aggiungerne di nuovi.
  7. Istanza: vedi oggetto
  8. ADT: Abstract Data Type, sigla nata alla fine degli anni '70 per indicare un tipo di dato definibile dall'utente in base a tre assunzioni metodologiche:
    1. assegnazione di un nome per il tipo definito;
    2. definizione di un'interfaccia d'uso;
    3. occultamento della rappresentazione dei dati e dell'implementazione delle operazioni.
  9. metodo: comando od osservatore di un oggetto.
  10. interfaccia: dal punto di vista dell'utente, l'interfaccia rappresenta una visione astratta dell'oggetto. Essa definisce cio' che l'utente puo' "fare". Idealmente l'interfaccia deve nascondere all'utente il "come".
  11. osservatore: metodo che permette di "leggere" lo stato interno dell'oggetto (che non viene alterato).
  12. comando: metodo con effetti collaterali sullo stato interno dell'oggetto.
  13. stato interno: insieme delle coppie attributo-valore posseduto da un oggetto in un determinato istante.
Prossimamente: coercion, ridefinire, polimorfismo, attributo, overloading, ereditarieta', occultamento, costruttore, distruttore, template (modello), genericita', COM, CORBA, incapsulamento, aggregazione.

Redatto da Marco Lizza


OLAP: Acronimo di On Line Analytical Processing, elaborazione analitica in linea. Database e applicazioni per l'analisi statistica multidimensionale (da vari punti di vista) dei dati storici di un'azienda.
OLE: Object Linking and Embedding, rappresenta una serie di strumenti (funzioni) tra le applicazioni Microsoft quali Word, Excell, Access, PowerPoint ecc., OLE compatibili naturalmente. Se l'oggetto di un file, p.e. una serie di indirizzi, viene inserito (linking) su altri file sempre di applicazioni che supportano OLE, i cambiamenti fatti su un oggetto inserito, possono essere riportati automaticamente su tutti gli altri file, a partire dalla modifica di uno solo. In questo modo la funzione OLE permette di mantenere aggiornati i documenti non solo tramite linking ma anche utilizzando un'altra funzione, l'embedding. Sostanzialmente il linking crea dei collegamenti tra parti di file mentre l'embedding ingloba tutto il file per intero dell'applicazione X nel documento dell'applicazione Y. Non sara' necessario possedere l'applicazione X per aprire il file Y che contiene il file X. OpenDoc sviluppato da IBM e Apple offre servizi simili ad OLE.
OLTP: Acronimo per On Line Transaction Processing. Applicazione generatrice di dati che alimenta il Data Warehouse. Sistemi OLTP supportano transazioni tra aziende, o tra azienda e consumatori (centinaia o migliaia). Le transazioni devono essere completate in tempi brevi (qualche sec.). I tempi vengono stabiliti dal SLA (Service Level Agreement). La tolleranza ai guasti dei sistemi OLTP assume un'importanza cruciale per quel che riguarda le transazioni bancarie. Per garantire particolare sicurezza ai dati si utilizzano dischi RAID. Le caratteristiche notevoli per un sistema OLTP sono: scalabilita' (nell'accezione della realizzazione di query nella stessa quantita' di tempo nonostante la crescita dei dati), integrita' dei dati e delle transazioni (concorrenza e atomicita'), disponibilita' e ripartizione delle risorse. Att. EDI
OMG: nome del consorzio Object Management Group (OMG). Vedi CORBA
On die: Espressione gergale americana per indicare l'integrazione della cache di secondo livello (L2) nello stesso chip (modulo) della CPU.
OPAC: Online Public Access Catalog. Sistema di accesso ai cataloghi bibliografici in rete. Per accedere ai cataloghi si utilizza generalmente telnet o un browser. Clicca qui per consultare tramite telnet il catalogo di Ca' Foscari: telnet://libra.unive.it/. Per saperne di piu': http://www.biblio.polimi.it/Cataloghi/FAQ.html#OPAC. Nota: se il link non e' piu'attivo si prega di inviare una mail di avviso all'autore.
OR: Funzione matematica logica, in grado di trattare solo variabili di tipo binario (che possono assumere solamente i valori 0 oppure 1, senza nessun valore intermedio). È generalmente rappresentata con un segno +. E' una funzione che si trova sempre in mezzo a 2 variabili o numeri (come per esempio la moltiplicazione); es.: x OR y, 1 + 0, sono tutte rappresentazioni sintatticamente corrette. La descrizione letterale della funzione è la seguente: il risultato è 1 solo quando uno dei due fattori è 1.

Matematicamente e praticamente si utilizza la tabella di verità:
x  |  y  ||  risultato
----------------------
0  |  0  ||     0
0  |  1  ||     1
1  |  0  ||     1
1  |  1  ||     1
Circuito elementare per la realizzazione della funzione OR utilizzando 2 diodi (OR a diodi):
        1N4148
X    ____|\|___
         |/|   |  
               +---------
Y    ____|\|___|
         |/|   |
        1N4148 \
               /
               \ resist.(1 KOhm)
               /
               |
               |
             -----
             / / /
funzione OR a contatti (semplificata):
^ +
|      X
|   _______ NA
|---o     o---|
|      y      |______
|   _______ NA|
|---o     o---|
Questa funzione è semplificata perché lo 0 è rappresentato da "nessun collegamento" (e non da "collegamento a massa", come dovrebbe essere: se l'uscita é 0 e collego in serie un utilizzatore e questo lo collego al +, l'utilizzatore non funziona...)
Funzione OR a contatti (completa):
^ +
|      X
|   _______ NA
|---o     o---|
|      X      |________________________
|   _______ NA|   |
|---o     o---|   |      
                  |     X'        Y'          
                  |--o_____o---o_____o---|
                        NC         NC    |
                                         |
                                       -----
                                       / / / 
x e y possono rappresentare due contatti di due rele', ma potrebbero essere due pulsanti manuali, due finecorsa...

Redatto da Marco Steccanella


OSI: Open System Interconnection/Reference Model, interconnessione di sistemi aperti. E' un modello di architettura definito dall'ISO. Secondo questo schema un Protocollo è costituito da uno o più livelli e ogni livello ha un unico compito da svolgere, ciascuno di questi conosce solo le funzioni svolte dai due livelli adiacenti e utilizza i servizi di quello inferiore.
modello ISO 7294 oppure OSI/RM
LIVELLOBREVE DESCRIZIONE STANDARD
7
APPLICAZIONE
Servizi che eseguono le applicazioni dell'utente: condivisione delle risorse, trasferimento delle informazioni tra le applicazioni di rete, accesso ad archivi remoti,controlli di sicurezza, inizio trasmissione e di disponibilità, gestione di database.
EDI, CMIP, DTP, X.400, VT, MMS, JTM, RDA
6
PRESENTAZIONE
I dati codificati che sono stati trasmessi vengono convertiti a seconda dei formati consentendone la visualizzazione su monitors e stampanti. connection-oriented Presentation
connectionless Presentation Protocol
5
SESSIONE
Gestione della connessione tra nodi specifici della rete, sincronizza il trasferimento di informazione tra questi.
CONS e CLNS
4
TRASPORTO
Stabilito il percorso di comunicazione, fornisce il controllo di una sessione di comunicazione, della connessione e del flusso di dati a prescindere da quali sistemi siano in comunicazione.
OSI TP
(classi 1, 2, 3, 4)
3
RETE
Suddivide i messaggi in pacchetti per un instradamento più efficiente e li indirizza per poterli passare al livello 2. Definisce il percorso tra i nodi comunicanti (routing) ossia tra nodo originante, quelli intermedi e di destinazione.
Internet protocol, (ES-IS & IS-IS), X.25,(ISDN)
2
COLLEGAMENTO DATI
Compone i messaggi per la trasmissione, controlla l'integrità dei messaggi ricevuti, l'accesso al canale, il flusso e il traffico.FDDI, 802.6, LAP B, LAP
1
FISICO
Si occupa degli aspetti elettrici, meccanici e funzionali dei vari nodi della rete. Questo livello attiva e disattiva la connessione fisica, gestisce le periferiche e controlla gli errori nei circuiti.LAN Media standards, S.21, ISDN Interface
Si veda anche un'illustrazione intuitiva del modello TCP/IP.
Outsourcing: L'azienda XYZ ha la necessita' di rinnovare il proprio sistema informatico in modo da adeguarsi alle vigenti norme Europee e fiscali (che hanno reso "antiquato" il sistema informatico attualmente in uso). In breve tempo (solamente un paio di mesi) i zelanti e capaci analisti ed analisti-programmatori dell'azienda hanno portato a termine la progettazione di un sistema informativo pressoche' perfetto, ma anche oltremodo complesso da implementare e da manutenere; in seguito ad una breve riunione i dirigenti hanno deciso che e' piu' conveniente dare in OUT-SOURCING il sistema, ovvero di farlo implementare da terzi (sulla base del progetto fatto dall'azienda), i quali oltre che della "codifica" effettiva saranno anche responsabili della manutenzione futura.
Redatto da Marco Lizza
Overburning: si intende il processo durante il quale il masterizzatore scrive oltre il limite dei 650 MB o 74 min per i cd audio CD-DA. Infatti uno dei primi metodi di protezione dei software originali era quello di creare dei CD piu' grandi' dei canonici 650 MB, e nell'eventualita' che venissero copiati, davano l'errore del tipo: "Illegal TOC". Anche questa barriera e' stata abbattuta creando media piu' capienti (CD da 680 MB per es.) e allo stesso tempo producendo masterizzatori che riescono fisicamente a scrivere su questo ulteriore spazio disponibile.
Redatto da Angelo Cresta Vedi anche Overmastering
Overclock: Vi sentite frustrati perche' il vostro vicino possiede un processori piu' "potente" del vostro? Non avete soldi/voglia per/di acquistare una nuova CPU per il vostro computer ma volete ugualmente migliorarne le prestazioni? Vi chiedete se e' possibile "truccare" il proprio computer in modo analogo a quanto si fa con i ciclomotori? Se avete risposto positivamente ad almeno una delle domande precedenti, allora probabilmente accettereste di "OVERCLOCKARE" la CPU del vostro computer. L'operazione (a dire la verita' molto semplice) consiste nel modificare "a regola d'arte" le impostazioni della scheda madre (non tutte le schede-madri lo permettono, tuttavia) e' possibile aumentare la frequenza di clock (da cui il termine) cui e' sottoposto il processore, determinando un aumento (apprezzabile o meno, a seconda dei casi) delle prestazioni del processore (ad esempio, per portare un Pentium 100 MHz ai livelli di un Pentium 133 Mhz). E' da notare, comunque, che l'operazione non e' certo esente da pericoli ed effetti collaterali. Per prima cosa (come nella quasi totalita' delle volte) bisogna essere almeno in parte del mestiere, in modo da saper destreggiarsi nei meandri del computer e sapere "dove mettere le mani"; inoltre lo "sforzo" aggiuntivo cui e' sottoposto il processore ne puo' causarne il malfunzionamento e in certi casi anche la rottura (principalmente dovuto all'eccessivo surriscaldamento che ne deriva). In linea teorica sarebbe possibile "overclockare" anche le altre componenti hardware di un computer; l'applicazione piu' comune, rimane, comunque quella relativa al processore.
Redatto da Marco Lizza.
Overflow: (ingl.), trabocco. Se a seguito di un operazione numerica il calcolatore supera il massimo numero che puo' rappresentare, siamo in presenza di un overflow. Facciamo un esempio, supponiamo di avere un semplice calcolatore capace di rappresentare numeri al massimo composti da 8 bit. Per definire lo 0 l'unita' di calcolo terra' tutti gli 8 bit a zero (00000000), per rappresentare l'1 accendera' il primo bit (10000000), per rappresentare il 2 accendera' solo il secondo bit (01000000), per il 3 accendera' il primo e il secondo bit, in cifre binarie (11000000), ecc. In generale ogni numero da 0 al 255 puo' essere rappresentato ponendo opportunamente a 0 o a 1 la sequenza di bit (in verde).
20 + 21 + 22 + 23 + 24 + 25 + 26 + 27 = 28 - 1
= 1 + 2 + 4 + 8 + 16 + 32 + 64 + 128 = 255
l'elaboratore rappresentera'
il numero 255 nel
seguente modo:
1 1 1 1 1 1 1 1 tutti gli 8
bit posti a 1

Con questa povera sequenza di bit possiamo al massimo rappresentare il numero 255. E se volessimo rappresentare un numero piu' grande di quello consentito dal questo computer? Se p.e. facessimo l'operazione 255 + 1, il nostro calcolatore eseguendo la seguente somma causerebbe l'overflow (traboccamento): (10000000) + (11111111) = (000000001) se avesse 9 bit! In altri termini, cosa significa mandare il nostro computer in overflow? significa che il risultato di un operazione supera il massimo numero rappresentabile dalla unita' di calcolo.
Una situazione di overflow, p.e. per un errore computazionale, avviene anche quando i bit riservati per l'esponente non sono sufficienti per rappresentare un numero troppo grande per l'elaboratore.
Dopo un'operazione, siamo in presenza di un risultato di underflow quando non puo' essere rappresentato un numero minore di quello rappresentabile dall'elaboratore.
Overhead: nell'architettura di rete: Spesa generale aggiuntiva, bagaglio aggiuntivo per un messaggio da spedire in rete. In altri termini e' la "tara" necessaria per il il trasporto del messaggio. Se immaginiamo i pacchetti che viaggiano in rete come a delle persone che devono viaggiare dalla citta A alla citta B, in termini di consumo e di tempo ci converra' portare le persone su un unico grande autobus (una sola informazione aggiuntiva per tanti pacchetti) piuttosto che prendere una persona e portarla singolarmente a destinazione (informazione aggiuntiva per ogni pacchetto). In questo modo avremo minor overhead (costo aggiuntivo per la spesa del viaggio). C'e' pero' un altro inconveniente quando il paccheto e' troppo grande. Quel che accade in rete e 'che se si creano dei pacchetti troppo grandi in fase di routing, tale messaggio potrebbe essere spezzato per rispettare l'MTU di altre reti.

significato per le CPU: costo di gestione. Capita quando la CPU non si dedica all'esecuzione dei processi ma effettua operazioni per il context switch. Troppi cambiamento di contesto abbassano l'efficienza della CPU. L'overhead deve essere minimizzato con algoritmi di scheduling opportuni. L'overhead varia da macchina a macchina per la complessita' di un sistema operativo, per la velocita' di memoria (RAM) e per il numero di registri che devono essere copiati.


Overlay - Memoria Virtuale: Nel contesto degli elaboratori il termine inglese overlay significa sovrapposizione in memoria, rilocazione. E' una parte di programma che viene caricato nella memoria principale e che va a sostituire un'altra parte di programma. Il caricamento del nuovo sottoinsieme di istruzioni viene eseguito indipendentemente dal resto del codice.

  • Ma quali sono i motivi che hanno spinto i programmatori dei primi anni '60 ad utilizzare gli overlay?

  • Un motivo e' stato quello di gestire in modo ottimizzato ed efficiente la memoria principale (la RAM per intenderci, ma in quegli anni i calcolatori operavano con le memorie a nuclei di ferrite). Tale sistema svincolava il programmatore dal problema della quantita' limitata di memoria poiche' non era necessario caricare in essa tutto il programma da eseguire.

  • Chi ha inventato questo metodo di suddivisione dei grandi programmi in parti piu' piccole (overlay)?

  • (?) Fotheringham, 1961.

  • Significa che gia' in quegli anni si poteva utilizzare quel sistema meglio conosciuto come memoria virtuale?

  • No, in quegli anni erano ancora i programmatori che suddividevano il programma in parti. Partendo dall'idea degli overlay, si e' cominciato a parlare di memoria virtuale all'universita' di Manchester con il calcolatore Atlas nel (1969?). Solo nel 1972 si realizzo' concretamente il primo sistema operativo che riusciva a "segmentare" autonomamente il programma in pagine (si veda anche paginazione). Le prime macchine ad adottare la memoria virtuale furone quelle della famiglia IBM370 (cfr. macchina virtuale). Ricapitolando, se il programma da eseguire supera i limiti della memoria principale (RAM) e possibile caricare lo stretto necessario per far lavorare il processore (swap-in di una pagina in RAM), e tutto il resto del programma, ripartito in una o piu' pagine, puo' aspettare pazientemente nella memoria di massa. Non appena si presenta la necessita' di richiamare un'altro sottoinsieme di istruzioni, non presenti nella memoria principale, l'MMU causa un trap al sistema operativo. Il trap e' un interrupt che in questo caso prende il nome di page fault. Il sistema operativo dopo il page fault provvedera' a caricare la pagina richesta in memoria; la nuova pagina andra' a prendere il posto (overlay) di una pagina "vittima", scelta secondo alcuni algolritmi per la sostituzione delle pagine.

  • E quali sono gli algoritmi piu' comuni per la sostituzione delle pagine nella memoria principale?

  • Si veda Algoritmi di sostituzione pagine.

  • Quali sono gli altri motivi che hanno favorito l'interresse per l'utilizzo della memoria virtuale?

  • La memoria virtuale ha favorito la multiprogrammazione (vd. anche Scheduling del job). Supponiamo di caricare in memoria una parte di programma (Pagina A) e una parte di un secondo programma (Pagina B). Se la CPU nell'eseguire le istruzioni della pagina A ad un certo punto deve scrivere dei dati su disco, anziche' rimanere inattiva nell'aspettare che il drive compia tale scrittura, puo' mandare in esecuzione P2 gia' presente nella memoria principale. In questo modo si ottimizzano le esecuzioni dei processi.
    Overmastering: termine che indica la masterizzazione di un CD-ROM contenente piu' di 650 MB di dati. Vedi anche Overburning.


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