Condizionamento delle equazioni normali

Il condizionamento assume particolare importanza quando si utilizzano le equazioni normali. Per un sistema sovradimensionato a rango colonnare pieno, la soluzione ai minimi quadrati puņ essere ottenuta risolvendo

\begin{displaymath}
\mathbf{A}^{\top}\mathbf{A}\mathbf{x}
=
\mathbf{A}^{\top}\mathbf{b}.
\end{displaymath} (1.42)

Se
\begin{displaymath}
\mathbf{A}
=
\mathbf{U}\mathbf{\Sigma}\mathbf{V}^{\top},
\end{displaymath} (1.43)

allora
\begin{displaymath}
\mathbf{A}^{\top}\mathbf{A}
=
\mathbf{V}\mathbf{\Sigma}^{\top}\mathbf{\Sigma}\mathbf{V}^{\top}.
\end{displaymath} (1.44)

I valori singolari di $\mathbf{A}^{\top}\mathbf{A}$ sono quindi i quadrati dei valori singolari di $\mathbf{A}$. Ne consegue che

\begin{displaymath}
\boxed{
\kappa_2(\mathbf{A}^{\top}\mathbf{A})
=
\kappa_2(\mathbf{A})^2
}.
\end{displaymath} (1.45)

La formazione delle equazioni normali puņ quindi peggiorare sensibilmente il condizionamento del problema. Per questo motivo, come discusso nella sezione 1.1, nella pratica sono spesso preferibili metodi basati sulla decomposizione QR o SVD, che evitano di formare esplicitamente la matrice $\mathbf{A}^{\top}\mathbf{A}$.



Paolo medici
2026-10-06