Consideriamo inizialmente il sistema lineare
Supponiamo che il vettore dei termini noti sia affetto da una perturbazione
e indichiamo con
la soluzione del
sistema perturbato. Si ha quindi
Poiché il sistema non perturbato soddisfa
, sottraendo le due equazioni si ottiene
| (1.27) |
Definendo la perturbazione della soluzione come
| (1.28) |
| (1.29) |
Nel caso in cui sia quadrata e invertibile, si può infine
scrivere
| (1.30) |
La norma dell'errore sulla soluzione può pertanto essere limitata da
| (1.31) |
Per confrontare l'errore relativo sulla soluzione con quello sui dati,
si osserva inoltre che
| (1.32) |
Combinando le due relazioni si ottiene
| (1.33) |
Il prodotto
| (1.34) |
Il numero di condizionamento dipende dalla norma utilizzata. Nel seguito,
quando non diversamente specificato, si considera la norma euclidea
. In questo caso, se
e
sono
rispettivamente il massimo e il minimo valore singolare di
,
si ha
| (1.35) |
La relazione mostra immediatamente il ruolo della decomposizione SVD: un valore singolare piccolo identifica una direzione nella quale il sistema è poco vincolato e nella quale una perturbazione dei dati può produrre una variazione relativamente grande della soluzione.
Se è singolare, almeno un valore singolare è nullo e il
numero di condizionamento viene posto pari a
| (1.36) |
Il numero di condizionamento presenta alcune proprietà importanti:
Un valore di prossimo all'unità indica quindi che il problema
è poco sensibile alle perturbazioni, mentre valori elevati indicano una
maggiore sensibilità.
Paolo medici