Quando si usa la decomposizione SVD per irrobustirne i vincoli, la matrice Fondamentale (o Essenziale) che si ottiene soddisfa pienamente i requisiti per essere Fondamentale (o Essenziale), ma è soltanto la matrice più vicina, secondo una particolare norma (in questo caso la norma di Frobenius), a quella ottenuta dal sistema lineare. Neanche questa soluzione è ottima perché non tiene conto della propagazione dell'errore delle osservazioni attraverso il modello. Si tratta infatti ancora di una soluzione algebrica e non di una soluzione geometrica.
Una prima tecnica, che minimizza l'errore geometrico, consiste nel sfruttare la distanza tra i punti e le rette epipolari generate attraverso la matrice Fondamentale (epipolar distance).
Anche solo intuitivamente, la distanza tra un punto e la retta epipolare
può essere usata come metrica per stimare l'errore geometrico:
Siccome è possibile calcolare sia per la prima immagine che per la seconda questo errore, è corretto minimizzare entrambi i contributi insieme.
Attraverso questa metrica è possibile definire una funzione costo che minimizzi l'errore in maniera simmetrica (symmetric transfer error) tra le due immagini:
| (10.69) |
Anche in questo caso si può cercare una soluzione a 8 incognite ma, per cercare una soluzione robusta, risulta necessario vincolare ad essere di rango 2.
Alternativamente al Symmetric Transfer Error in letteratura viene spesso usata l'approssimazione al primo ordine della distanza tra i punti e la funzione (Sampson-error, sezione 4.3.8).
È possibile definire così una distanza approssimata tra i punti immagine omologhi
e la varietà
attraverso la metrica
| (10.70) |
| (10.71) |
Sia il Symmetric Transfer Error che la distanza di Sampson, pur rappresentando approssimazioni geometricamente più significative dell'errore algebrico, non conducono in generale allo stimatore ottimo in termini di massima verosimiglianza.
La stima di massima verosimiglianza Maximum Likelihood Estimation per la matrice Fondamentale si otterrebbe infatti usando una funzione costo del tipo
Per risolvere questo problema bisogna unire il problema del calcolo della matrice Essenziale o Fondamentale con quello della ricostruzione tridimensionale e porre come variabile ausiliaria direttamente la coordinata tridimensionale del punto osservato
.
La matrice Essenziale può essere ottenuta data la conoscenza dei parametri intrinseci dei due sensori.
In questo caso infatti è possibile sfruttare il sistema non lineare che proietta la variabile ausiliaria
sulle rispettive due osservazioni sui due rispettivi sensori:
Quando i parametri intrinseci non sono disponibili, nel caso della stima della matrice Fondamentale, non è possibile effettuare una vera ricostruzione tridimensionale della scena proprio per la mancanza di questi parametri.
È possibile sfruttare tuttavia delle proiezioni prospettiche fittizie ponendo
e ottenendo dei vincoli del tipo:
Inserendo i vincoli (10.75) nell'equazione (10.72) anche questa volta l'obiettivo di ricavare la matrice Fondamentale viene trasformato in quello di ricavare i parametri della matrice proiettiva .
Attraverso la matrice camera
, matrice camera fittizia, è infine possibile ricavare
applicando direttamente la definizione (10.43) dove tuttavia la matrice
non è una matrice di rotazione.
La stima a massima Verosimiglianza della matrice Fondamentale, corretta dal punto di vista probabilistico, richiede comunque una gran quantità di risorse: oltre alle 11 incognite globali necessarie per stimare 10.4 (rispetto alle 5 della matrice Essenziale) per ogni coppia di punti da minimizzare vengono inserite nel problema 3 ulteriori incognite.
Infine, come avvertenza finale, per la stima ottima delle matrici in presenza di eventuali outlier nella scena sono ampiamente sfruttate tecniche come RANSAC (sezione 4.12).