Pseudoinversa di Moore–Penrose

La soluzione (1.6) suggerisce di introdurre una matrice che, applicata al vettore $\mathbf{y}$, permetta di ottenere direttamente la soluzione ai minimi quadrati. Nel caso di rango colonnare pieno tale matrice è

\begin{displaymath}
\left(\mathbf{A}^{\top}\mathbf{A}\right)^{-1}\mathbf{A}^{\top}.
\end{displaymath} (1.8)

Questa espressione, tuttavia, non rappresenta la definizione generale della pseudoinversa, in quanto richiede che $\mathbf{A}^{\top}\mathbf{A}$ sia invertibile.

La definizione generale della pseudoinversa di Moore–Penrose si ottiene naturalmente attraverso la decomposizione ai valori singolari (Singular Value Decomposition, SVD). Sia

\begin{displaymath}
\mathbf{A}
=
\mathbf{U}\mathbf{\Sigma}\mathbf{V}^{\top}
\end{displaymath} (1.9)

la decomposizione ai valori singolari di $\mathbf{A}$, dove, nella versione ridotta per $m\geq n$,

\begin{displaymath}
\mathbf{U}\in\mathbb{R}^{m\times n},
\qquad
\mathbf{\Sigma}\...
...bb{R}^{n\times n},
\qquad
\mathbf{V}\in\mathbb{R}^{n\times n},
\end{displaymath}

con colonne ortonormali per $\mathbf{U}$ e $\mathbf{V}$ e con $\mathbf{\Sigma}$ diagonale:
\begin{displaymath}
\mathbf{\Sigma}
=
\operatorname{diag}
\left(
\sigma_1,\sigma...
...ight),
\qquad
\sigma_1\geq\sigma_2\geq\ldots\geq\sigma_n\geq0.
\end{displaymath} (1.10)

I valori $\sigma_i$ sono detti valori singolari di $\mathbf{A}$ e sono legati agli autovalori delle matrici $\mathbf{A}^{\top}\mathbf{A}$ e $\mathbf{A}\mathbf{A}^{\top}$ dalla relazione

\begin{displaymath}
\sigma_i^2=\lambda_i.
\end{displaymath} (1.11)

La pseudoinversa di Moore–Penrose di $\mathbf{A}$ è definita come

\begin{displaymath}
\mathbf{A}^{+}
=
\mathbf{V}\mathbf{\Sigma}^{+}\mathbf{U}^{\top},
\end{displaymath} (1.12)

dove $\mathbf{\Sigma}^{+}$ è ottenuta sostituendo ogni valore singolare non nullo con il suo reciproco e lasciando a zero quelli nulli:
\begin{displaymath}
\left(\mathbf{\Sigma}^{+}\right)_{ii}
=
\begin{cases}
\dfrac...
...t{se }\sigma_i>0,\\ [6pt]
0 & \text{se }\sigma_i=0.
\end{cases}\end{displaymath} (1.13)

Questa definizione è generale e la pseudoinversa di Moore–Penrose esiste ed è unica per qualsiasi matrice, anche quando $\mathbf{A}$ non ha rango pieno. La soluzione ai minimi quadrati può quindi essere espressa in forma compatta come

\begin{displaymath}
\hat{\mathbf{x}}
=
\mathbf{A}^{+}\mathbf{y}.
\end{displaymath} (1.14)

Nel caso in cui il sistema ammetta più soluzioni ai minimi quadrati, $\mathbf{A}^{+}\mathbf{y}$ restituisce inoltre la soluzione di norma minima.

Nel caso particolare in cui $\mathbf{A}$ abbia rango colonnare pieno, la definizione (1.12) coincide con l'espressione ottenuta dalle equazioni normali. Infatti:

\begin{displaymath}
\begin{split}
\mathbf{A}^{\top}\mathbf{A}
&=
\mathbf{V}\math...
...
&=
\mathbf{V}\mathbf{\Sigma}^{2}\mathbf{V}^{\top},
\end{split}\end{displaymath} (1.15)

da cui
\begin{displaymath}
\begin{split}
\left(\mathbf{A}^{\top}\mathbf{A}\right)^{-1}\...
...\Sigma}^{-1}\mathbf{U}^{\top}\\
&=
\mathbf{A}^{+}.
\end{split}\end{displaymath} (1.16)

Pertanto
\begin{displaymath}
\boxed{
\mathbf{A}^{+}
=
\left(\mathbf{A}^{\top}\mathbf{A}\right)^{-1}
\mathbf{A}^{\top}
}
\end{displaymath} (1.17)

rappresenta solamente il caso particolare della pseudoinversa per matrici $\mathbf{A}$ con rango colonnare pieno.

Paolo medici
2026-10-06