I metodi tradizionali basati su mesh o nuvole di punti richiedono una rappresentazione esplicita della geometria e separano generalmente la geometria dal modello di aspetto. Questo può rendere più complessa la rappresentazione di fenomeni dipendenti dal punto di vista, come riflessioni speculari e trasparenze. Per superare questi limiti, i campi di radianza neurali (Neural Radiance Fields, o NeRF) introducono una rappresentazione implicita e continua della scena, in cui la geometria e l'aspetto visivo sono codificati implicitamente all'interno dei pesi di una rete neurale profonda (tipicamente un perceptron multilayer, o MLP).
Formalmente, un campo di radianza neurale mappa una posizione spaziale tridimensionale
e una direzione di osservazione unitaria
in una densità di volume
e in un colore RGB
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| (10.118) |
L'addestramento di questa rappresentazione avviene per ottimizzazione differenziabile (inverse rendering): a partire da un insieme di immagini calibrate acquisite da diverse angolazioni, i raggi ottici vengono proiettati virtualmente nella scena e campionati. Il colore finale del pixel viene calcolato integrando i campioni lungo il raggio tramite il modello di rendering volumetrico descritto nella sezione precedente. L'errore tra i pixel renderizzati e le immagini reali viene quindi retropropagato attraverso la rete per raffinare continuamente la geometria e l'aspetto della scena.
Paolo medici