In montagna, sulle colline, in pianura, in ogni punto strategico del parmense, sono sorti, soprattutto dal Duecento al Cinquecento, per volonta' dei Rossi, dei Sanvitale, dei Pallavicino, dei Terzi, dei Da Correggio, dei Meli Lupi, dei Torelli, che se ne contendevano volta a volta la signoria, forilizi, rocche e castelli, i quali dovevano unire alla sicurezza delle impervie mura, eleganza architettonica e ricchezza decorativa negli interni: erano rocche forti, e' vero, ma anche spesso, le sontuose abitazioni di piccole eppur fastose corti, centri di cultura e d'arte, cui accorrevano, specie nell'eta' d'oro della Rinascita, poeti e pittori di altissima fama. I secoli e gli eventi hanno qualcosa aggiunto e molto tolto: ma arte, storia e leggenda aleggiano ancora su questi castelli, anche su quelli di cui solo le rovine biancheggiano ancora tra il verde. Ad esempio il castello di Torrechiara: voluto da Pier Maria Rossi, nel XV sec. con la triplice cinta di mura, le quattro torri angolari, si presenta nella sua struttura ancora intatta sopra un rilievo isolato alto circa un centinaio di metri. Interessanti la bella corte con capitelli scolpiti e le decorazioni pittoriche alle pareti, specie quelle del Bembo nella "Camera d'oro", dedicata a Bianca Pellegrini.