Tempietto d'Arcadia - Statua del Boudard - Palazzetto Eucherio Sanvitale
Ma, abbiamo detto, viene dopo. Prima, addirittura prima del giardino, viene quel palazzetto fragile e appena discosto, lungo un vialetto esterno : e' il Palazzetto Eucherio Sanvitale. Spesso vi si allestiscono mostre, adesso. E ci si va per guardare altri. Ma lui e' del '500, del primo '500. Piccolo, bello e misterioso. Forse voluto cosi' da Giorgio da Erba, con quel leggero loggiato a cinque arcate; forse decorato (le pietre decorate) da Gianfrancesco d'Agrate. E forse quella Madonna e' del Parmigianino. L'eleganza sottile di quella Madonna col bimbo e' forse una sua traccia, tra quelle degli affreschi che restano in queste stanze bianche, e che rinviano allo stile e alla pittura veneta di quattro secoli fa.
Certa invece e' la data di nascita del Palazzo Ducale, 1561 (come il
Parco), che adesso si puo' visitare. Sala dell'Aetas felicior o del
Bacio ; sala d'Orfeo; sala di Erminia; sala del'Amore, sala delle
leggende (in ognuna affreschi del Bertoja o del Mirola, di Agostino
Carracci o del Malosso)...gia' nei nomi sono un invito allo sguardo e
alla fantasia. Da assecondare, curiosando per questo palazzo,
costruito nel suo primo nucleo in tre anni (1561-1564) su progetto del
Vignola, ma poi ampliato, anche lui, col crescere del giardino, degli
alberi e della "vanita'" ducale, con nuovi progetti e ritocchi di
Simone Moschino e Gerolamo Rainaldi (nel primo Settecento) di
Ferdinando Bibiena (un secolo dopo) e del Petitot (nel 1767). E siamo
di nuovo al Boudard, al Sileno, alle statue, e per questa volta ad una
loro semplice sbirciatina...
R.G.
Come nella "polis" , l`acropoli e` una tangibile espressione
dell`arche`, nell`impianto urbanistico del Rinascimento la fortezza e
altre imponenti costruzioni divengono l`espressione della volonta` del
Principe di affermare in modo eclatante la sua signoria. E` senza
dubbio la traduzione rinascimentale di quanto Vitruvio sostiene nel
"De architectura" quando afferma che l`architetto deve illustrare
l`idea (quod significatur) racchiusa in un`espressione (quod
significat). Se l'espressione e` la volonta` del Principe di imporre
la sua immagine di inattaccabile detentore del potere e l`idea e`
quella di tradurre il tutto in enormi costruzioni che ricordino
costantemente l'immagine del Principe come padrone e giudice, allora
e' ceerto che la Cittadella ha aderito in pieno agli ideali vitruviani
considerando anche che con le sue accentuate geometrie,essa ha
risposto ai criteri della distributio, ordinatio, dispositio, euritmia
e simmetria nellacui idea di organicita`, proporzionalita`e
razionalita`, l`autore latino rinviene la summa delle ars aedificandi.
Cosi`, se la citta' e` concepita ad immagine e somiglianza del corpo
umano, la teoria antropomorfica riserva alla Cittadella il ruolo di
fulcro e di "cervello". Ed e` proprio da questo ruolo che alla
fortezza rinascimentale deriva il compito di essere una possente
difesa dai pericoli esterni ma anche una rappresentazione
dell'investitura del Principe alla guida dello Stato. Quale altro
significato infatti si potrebbe attribuire all`esistenza nella
Cittadella di Parma delle bocche di fuoco unicamente rivolte verso la
citta'? Quale altra prova si dovrebbe addurre oltre alle testimonianze
di Machiavelli, il quale ricorda che "quel principe che ha piu` paura
de' populi che de` forestieri, debba fare le fortezze" e dello stesso
Duca Alessandro Farnese il quale scrisse che molti Principi "s'hanno
assigurato i Stati rendendosi piu` presto i popoli benevoli, con il
gettare per terra le Cittadelle che per haverle fabbricate"? Simbolo
dunque del potere e della forza dei Farnese, la Cittadella di
Sthendaliana memoria non avra` mai tuttavia l`opportunita' di mettere
alla prova la sua capacita` difensiva; assumera` invece un ruolo
differente da quello per il quale fu costruita al punto da far sorgere
il sospetto che la sua edificazione sia stata dovuta piuttosto alle
volutta` del Duca Alessandro,accese da una moda esistente allora nelle
Corti europee, che non da reali esigenze della citta`.
Nonostante cio' il Castello di Parma rimarra' sempre parte integrante
della vita cittadina e della sua storia. Piu' che pacifica : verde.
Come detto in cittadella si va per correre, fare jogging, sentirsi
atleti o semplicemente respirare al riparo, questo si`, di possenti
mura.
La Cittadella
In pratica e' una palestra all'aperto anche se in teoria e' una
fortezza. A Parma si corre in una verdissima e pacifica fortezza. La
Cittadella vede sui suoi bastioni giovani atleti, patiti della forma,
adoratori del jogging, semplici pseudo-sportivi. (Non certo, ne' mai,
cannonate e pallottole ). Attrezzata nello spazio centrale con campo
di calcio (anche per gli allenamenti del Parma!) e di basket, alla
corsa basta il terreno battuto, questo "parco" dimentica da sempre la
sua origine. Eppure...La Cittadella, come tutte le cittadelle
pentagonali che nascono nel '500, e' elemento caratteristico dei
progetti degli architetti militari i quali traducono nella pratica la
concezione antropomorfica della citta', rivisitando e riproponendo il
procedimento della mimesi aristotelica.
Ingresso principale della Cittadella