,
,
,
,
).
X è una formula lo è anche
X;
X e Y sono formule allora lo sono anche:
(X;
Y),
(X
Y),
(X
Y),
(X
Y)
L'insieme delle formule è indicato con P.
Una valutazione v è una funzione
v: P
{V,F}
(dove P è l'insieme delle formule) che soddisfa le seguenti condizioni:
X)
= V se v(X) = F;
Y)
= V se v(X) = V e v(Y) = V;
Y)
= V se v(X) = V o v(Y) = V;
Y)
= V se v(X) = F o v(Y) = V;
Y)
= V se v(X) = v(Y).
X
e si dice che v rende vera X; altrimenti che v rende falsa X.
X}
è inconsistente.
X}
sono consistenti.
(X
Y)}
è inconsistente.
{
X}
è inconsistente.
Dal momento che le proprietà semantiche possono essere definite a partire dal concetto di inconsistenza, la procedura dimostrativa ad albero si basa su questo risultato: mostrando che la negazione di un insieme di formule è inconsistente si prova la sua validità.
Il vantaggio offerto dal metodo degli alberi semantici rispetto alle tavole di verità è la semplicità; infatti la complessità del metodo delle tavole di verità cresce esponenzialmente in rapporto al numero delle lettere proposizionali presenti nella formula. Anche gli alberi di verità possono diventare poco maneggevoli, ma la loro complessità non è funzione diretta del numero delle lettere proposizionali.
v -> V[A] se e solo se v(A) = V
v -> F[A] se e solo se v(A) = F.
Dunque V[A] equivale ad "A" e F[A] equivale a
"
A".
Dividiamo le otto regole in due classi secondo il tipo di diramazione che provocano nella costruzione dell'albero semantico: parliamo di a-formule nel caso di un prolungamento dell'albero con uno o due nodi consecutivi; di b-formule nel caso di una biforcazione dell'albero.
l'insieme
{
X}
ha un albero chiuso.
l'insieme
{
(X
Y)
(Y
X)}
ha un albero chiuso.
l'insieme {X} ha un albero chiuso.
F ha un albero semantico con almeno un ramo completo aperto.
almeno un sottoinsieme finito di F ha un albero chiuso.
l'insieme
F
{
P}
ha un albero chiuso.
F[(A
B)
(A
B)]
|
|
V[A
B]
|
|
F[A
B]
|
|
V[A]
|
|
V[B]
/\
/ \
F[A] F[B]
I sistemi che impiegano le regole di derivazione di cui tratteremo sono detti sistemi a deduzione naturale.
X.
,
,
,
Æ,
mentre viene definito:
X
Y =
(X
Y)
(Y
X)
X X [A]È banale che una formula derivi da se stessa.
A X B Y [I] ------- A, B X
Y
A XY [E
] ------- A X oppure A Y
A,X Y [I] ------- A X
Y
A X [E] B X
Y ------- A, B Y
A X [I] ------- A X
Y oppure A Y
X
A XY [E
nel conseguente] X X Z Y Z --------- A, X, Y Z
A,X Y B,
X
Y ---------- A, B X
Modus tollens
A X Æ Y
B
Y
-------------
A, B
X
Sillogismo ipotetico
A X
B, X Y
----------
A, B Y
Sillogismo disgiuntivo
A P
Q A P
Q
B
P oppure B
Q
----------- -----------
A, B Q A, B P
PQ Q
P P
Q Q
P
P(Q
R) (P
Q)
R P
(Q
R) (P
Q)
R
P Æ QP
Q
PP
(P
Q)
P
Q
(P
Q)
P
Q
P PP P P
P
P Æ QQ Æ
P
P Æ (Q Æ R) (PQ) Æ R
P(Q
R) (P
Q)
(P
R) P
(Q
R) (P
Q)
(P
R)
P ´ Q (P Æ Q)(Q Æ P) P ´ Q (P
Q)
(
P
Q)
Una procedura dimostrativa si dice completa se e solo se ogni proposizione logicamente implicata da un insieme di formule può essere derivata usando quella procedura.
Infatti consideriamo un qualsiasi ramo R completato e non chiuso e definiamo una valutazione nel modo seguente:
v(P) = V se V[P]==>R v(P) = F se F[P]==>R v(P) = V o F a scelta se né V[P] né F[P] sono in R
Considerando un qualsiasi nodo N di R, per la definizione di ramo completo il ramo R contiene le conseguenze di N. Per come è stata costruita, v rende vere le conseguenze di N, e per la proprietà 1 anche N. Quindi v rende vero ogni nodo di R e pertanto R è consistente.
Un ramo si dice consistente se e solo se esiste una valutazione v che è modello del ramo.
Un albero è consistente se e solo se ha almeno un ramo consistente.
Si dice che la proposizione A è derivabile con il
procedimento dell'albero semantico, e si scrive
A,
se e solo se esiste almeno un albero chiuso ottenuto sviluppando
l'albero costituito dall'unico nodo F[A] mediante le regole di
costruzione.
A
(se una formula A è derivabile),
A
(allora A è una tautologia).
Se un albero T è consistente, lo è anche T1, sua estensione diretta ottenuta applicando a un nodo N di T una a-formula o una b-formula. Se una valutazione v è modello di T, lo è anche di T1. Infatti per la proprietà 1, se il nodo N di T è una a-formula, v è modello delle conseguenze dirette di N; se N è una b-formula, v sarà modello di almeno una delle conseguenze.
Dunque, se una valutazione rende vero un ramo, rende anche vero almeno uno dei prolungamenti che subisce durante il processo di costruzione (si dice che la consistenza si trasmette verso il basso).
Premesso questo, si dimostra per assurdo che se A non fosse una tautologia, vi sarebbe almeno una valutazione v che renderebbe vero F[A]. Dal momento che la consistenza si trasmette verso il basso, un qualsiasi albero sviluppato partendo da F[A] dovrebbe avere un ramo consistente. Ma, per ipotesi, vi è un albero chiuso sviluppato partendo da F[A], e ciò è assurdo poiché un albero chiuso non ha alcun ramo consistente.
A
(se la formula A è una tautologia),
A
(allora A è derivabile.
Consideriamo un qualsiasi albero T per F[A] che sia completo.
Necessariamente T è chiuso, e quindi
A.
In caso contrario vi sarebbe in T almeno un ramo aperto completato;
ma, per la proprietà 2, tale ramo sarebbe consistente,
quindi dovrebbe esistere una valutazione che rende veri tutti i nodi, in
particolare F[A] (la radice fa parte di tutti i rami); ma ciò
è impossibile poiché, per ipotesi, A è una
tautologia (e ogni valutazione rende vera V[A]).
X
(se la formula X è derivabile da A),
X
(allora A rende vera X).
==> X esistono X1, X2, ..., Xn in A
tali che X1, X2, ..., Xn ==> X.
Se si dimostra che X1, X2, ..., Xn ==> X si ha, a
maggior ragione, A ==> X.
Si deve dunque dimostrare che
X1, X2, ..., Xn ] X --> X1, X2, ..., Xn ==> X
cioè che in ogni argomento derivabile il conseguente è conseguenza logica dell'insieme degli antecedenti. Poiché ogni argomento derivabile è ottenuto applicando le regole di CP, basta dimostrare che ciascuna regola è corretta, cioè che ogni regola se applicata ad argomenti corretti produce argomenti corretti.
Verifichiamo quanto detto per le otto regole primitive di CP.
[A] Hp. XX Th. X
==>X [I] Si tratta di dimostrare che se le sequenze A
X e B
Y sono corrette, allora la sequenza A, B
X
Y è corretta, cioè: Hp. A
==>X Th. A, B==>XY B
==>Y Dimostrazione. Si vuole mostrare che data una qualsiasi interpretazione v, se v==>A, B, allora v==>XY. v
==>A, B==>v==>A e v==>B v==>A==>v==>X [ per ipotesi ] v==>B==>v==>Y [ per ipotesi ] v==>X e v==>Y==>v==>X & Y [per la proprietà 3 della funzione v] [E] Hp. A X
Y Th. A X (oppure Y) Dimostrazione. v A v X
Y [Hp.] v X
Y v X ( v Y ) [proprietà 3 di v]. [I
] Hp. A X Th. A X
Y v A
X [Hp.] v X
X
Y [proprietà 4 di v]. [v I] Hp. A, X Z B, Y Z Th. A, B, X v Y Z Dimostrazione. Sia v tale che v A, B, X v Y, dobbiamo mostrare che v Z. v A, B, X v Y v A, v B e v X v Y v X v Y v X o v Y [proprietà 4 di v] v X e v A v A, X oppure v Y e v B v B, Y v A, X v Z [Hp.] oppure v B, Y v Z [Hp.] [I -->] Hp. A, X Y Th. A X --> Y Dimostrazione. Si deve mostrare che, per ogni v, se v A, allora v X --> Y v A v X o v X v X v X --> Y v X e v A v A, X v A, X v Y [Hp.] v X e v Y v X --> Y In entrambi i casi v X --> Y. [E -->] Hp. A X B X --> Y Th. A, B Y Dimostrazione. v A, B v A e v B v A v X [Hp.] v B v X --> Y [Hp.] v X e v X --> Y v Y [
K] Hp. A,
X Y B,
X
Y Th. A, B X Dimostrazione. Sia v A, B, dobbiamo dimostrare che v. Supponiamo per assurdo che v X, ossia che v
X: v A e v
X v A,
X v A,
X v Y [Hp.] v B e v
X v B,
X v B,
X v
Y [Hp.] ma v Y e v
Y sono in contraddizione quindi: v X e con questo termina la dimostrazione del teorema di correttezza.
X
(se A rende vera X),
X
(allora A è derivabile da X).
La dimostrazione del teorema di completezza avviene in quattro passi:
X).
Da questo si può dimostrare che, se da una formula A è
derivabile una contraddizione, allora è derivabile una formula
qualunque.
Definizione. Un insieme di formule A è non contraddittorio (N-Ctr A) se e solo se da esso non è derivabile una contraddizione. Si dimostra che vale la seguente proprietà:
N-Ctr A
{
X}
A
X
1)3) 2)
4)
Da questo risultato segue che il teorema di completezza può essere provato nella forma del Teorema di esistenza del modello:
N-Ctr A Cons A.
Si estende A quanto più è possibile compatibilmente alla sua non contraddittorietà. L'insieme B che si ottiene è detto: non contraddittorio massimale.
Lemma di Lindenbaum
Ogni insieme non contraddittorio A ammette una estensione non contraddittoria massimale.
Proprietà degli insiemi non contraddittori massimali
B
B X
:
Y
B
X
B e Y
B
:
Y
B
X
B o Y
B
:
Y
B
X
B o Y
B
:
X
B
X
B
Definiamo una interpretazione v ponendo:
v(P) = V
P
B
Si dimostra per induzione che
v ==> X ,
cioè che la interpretazione v sopra definita rende vere tutte le
formule di B, quindi consistente B.
Dalla consistenza di B segue la consistenza di A (A
X
B==>
B) e con ciò è dimostrato il teorema di esistenza del
modello equivalente al teorema di completezza.