La superpoesiola:
Sì come l'arte fa l'uomo fino,
tale fa il centauro Franz col suo gognino.
Infatti, l'ispirazione cercando sul ponticello,
dalla siepe si accorse che gli piaceva l'uccello.
E come le bolle di sapone che fa la bambinetta nel giardino,
così il buon Cattani fa il verso del suino,
qualor da tergo lo incalza furente Enzino.
E tenuto sempre al rosso guinzaglio,
portando per la bava un bavaglio,
Vide nel culo di Sandro uno spiraglio.
Tri Tri Tri Fru Fru Fru, ed ecco che lo spiraglio non c'è più.
Ma dal rosso boccaglio del Catta vien preso di taglio,
mentre il buon Giobuzzi fa del suo meglio.
Rassettandosi il ciuffo,
Vide ancor uscir dal buco uno sbuffo.
E come l'orso nella caverna
disse: "ti sbatto sulla galaverna
e poi ci facciamo una bevuta alla taverna".
"Per la madre Superna !"
Disse Sandro, sopraffatto dallo sperma,
che già intravedeva la giberna.
Ma guata la sibilla
nel culo gli accese una scintilla
"Ma perché nel culo non ti spegni il foco?"
disse a Sandro il Catta, per lo sperma roco.
A spegnerlo non ci provo nemmen per gioco,
disse Sandro, giacché godeva e non poco,
visto che lanciava un gemito non fioco.
Questa storia è così finita,
non prima di aver dato della troia a Santa Rita.
Il manoscritto originale: