'Immagini Farnesiane'
di Andrea Zanlari (presentazione)

Ritratto presunto di Giulia Farnese Ritratto presunto di Giulia Farnese


E se invece parlassimo di Ducato dei Farnese? Invece di Maria Luigia, cioe' (come spesso accade)...? Anche questa provocazione (ma forse dovremmo dire constatazione ) e' emersa nel corso della presentazione del volume di Andrea Zanlari 'Immagini farnesiane' per i tipi dalla PPS Editrice, presentato nel pomeriggio di sabato presso l'Auditorium della Banca del Monte di Parma. Alle parole di benvenuto di Antonio Turilli, che ha sottolineato la presenza e la sensibilita' della Banca Monte rispetto ai grandi eventi culturali, anche e soprattutto quando si legano al nostro territorio, sono infatti seguite quelle dei relatori. Carlo Fornari, anzitutto, che ha appunto 'denunciato' la spesso scarsa considerazione rivolta dai parmigiani alla prestigiosa dinastia. 'Se si parla di Ducato il pensiero va a Maria Luigia - ha detto lo studioso- Eppure i parmigiani devono sapere bene che sono stati i Farnese a creare il Ducato di Parma dell'eta' moderna. Che hanno mantenuto Parma per tre secoli al piu' alto livello europeo.' Anche per questo il volume di Zanlari e' importante per Fornari : perche' consente al grande pubblico di cogliere l'aspetto culturale del fenomeno Farnese, e cioe' quel nepotismo e quel mecenatismo che ne caratterizzavano i comportamenti e che ne consentivano la scalata al potere. E davvero i Farnese puntavano in alto. E con successo, come ha ricordato, ripercorrendone le tappe, Guido Gerosa, che li ha definiti grandissimi di sempre ma gloria di un secolo difficile come il '500. 'Qui sono evocati tutti - ha detto Gerosa riferendosi alla pubblicazione di Zanlari - Un libro piccolo di mole ma grande di dottrina. Di iniziazione e di approfondimento.' E di approfondimento c'e' davvero sempre bisogno se e' vero come e' vero, e come ha sottolineato, che i Farnese permeano piu' di quanto non pensiamo la nostra vita di ogni giorno. Lo scrittore e giornalista, ma anche gia' senatore, ha infatti ricordato come la sua esperienza politica lo abbia portato tra le stanze ad esempio di Palazzo Madama, al cui interno, oltre che nel nome, aleggia fortemente la 'grandeur' di questa dinasty. 'Ovunque sono passati e' rimasto un segno della loro presenza - ha concluso - E se Parma ha affascinato Stendhal, se ha avuto un Verdi o un Bertolucci e' anche per questo spirito farnesiano. Dunque e' giusto farli rinascere, con la mostra, o con questo libro.'

Mostra e libro sono infatti, in un certo senso, legati. L'autore,Andrea Zanlari, esponente di spicco a Parma nel mondo dell'economia, del commercio, della strategia di impresa - per usare le parole introduttive di Turilli - e' pero' anche parte del consiglio di amministrazione della mostra ma soprattutto appassionato farnesiano. 'Dopo tre anni di lavoro, il giorno del'inaugurazione della mostra ho provato una forte emozione ' ha detto, ricordando anche le difficolta' risolte e non, dell'importante esposizione.'Le pubblicazioni ad essa legate, pero', erano tutte molto specialistiche anche se di ottimo livello. Ho pensato che occorreva qualcosa per raccontarli al grande pubblico.' Da quell'idea, e su cortese insistenza dell'editore Coriani, come ha lui stesso ricordato, per vincere le titubenze dell'autore, e' nato il libro. E se la passione per la storia e'definita da Zanlari un momento di sfogo, il risultato e' attento: non e' una svista la mancanza tra le immagini al centro del libro, del primo Duca Pier Luigi. 'Quell'incarico al figlio e' stato l'errore di Paolo III e la debolezza degli stessi Farnese.' ha spiegato. Come, dunque, un estremo rispetto.

Ri.G.

(Rita Guidi)

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