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'Arte e storia nel Giaridno Ducale di Parma'
video documentario

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Il nostro Giardino e' qualcos'altro: storia e arte come radici di questo monumento all'aperto che spesso semplicemente passeggiamo. Anche da questa suggestione e' nato il video-documentario artistico sul Parco Ducale presentato nel pomeriggio di lunedi' al Teatro al Parco. Il regista Giovanni Martinelli, in corso di presentazione ha infatti citato Pessoa: tutto cio' che vediamo e' qualcos'altro. Raccontare la cultura nascosta tra gli umori del verde e' stata allora la sfida di questo 'Arte e storia nel Giardino Ducale di Parma', realizzato su proposta di Francesco Barocelli e prodotto dal Comune di Parma, Assessorato alla Cultura e Politiche giovanili, Patrimonio Artistico Gallerie e Musei.

Vittorio Casalini, Presidente della Commissione cultura, introdotto dalle parole di saluto di Francesco Barocelli, non ha mancato di sottolinearne la riuscita: 'L'arte produce arte.' ha detto , guardando alla qualita' della regia, dei testi, della recitazione, di questo video. Frutto anche di quella che ha definito 'una sinergia importante tra pubblico e privato' riferendosi ai piu' diversi contributi offerti per questa realizzazione ( come ad esempio, per i costumi, quello della scuola professionale I.P.S.I.A.) Dunque un prodotto non solo per una fruizione privata ma, ha auspicato, per la futura videoteca comunale, scuole e quant'altro.

'L'amministrazione pubblica deve avvicinarsi sempre piu' a questi strumenti, perche' questi legati all'immagine saranno i mezzi di comunicazione prevalenti nel nostro futuro' ha affermato l'Assessore alla Cultura Luigi Allegri, che ha pure espresso il proprio apprezzamento per questo 'dossier' sul Parco Ducale che rende coscienti i cittadini dei tesori che sono loro accanto. 'Tanto piu' - ha aggiunto - che coniuga aspetti informativi e spettacolari, fiction a documentarismo' Scelta quanto mai appropriata ad un luogo che nei secoli passati davvero preferiva gli eventi. Eventi che rivivranno, come ha annunciato Allegri, gia' con un'iniziativa dal sapore mitteleuropeo, a partire da domenica prossima, con una serie di concerti del mattino.

Alle loro parole ha fatto seguito il video: quaranta minuti che fanno perno su quel Settecento - come ha chiarito Barocelli- ancora cosi' presente e visibile. Accompagnato dalla vivace cortesia del redivivo maggiordomo di Boudard, lo sguardo si e' posato sul verde di oggi ma su parole che hanno ricostruito il passato. Lo zigzagare e' stato pero' spesso piu' necessita' che scelta, come ha spiegato il regista Martinelli. Perche' purtroppo la bellezza del Giardino non e' immune al degrado. Maria Augusta Favali, Direttore responsabile dell'Orto Botanico e docente di Botanica, nel ricordarne il valore ecologico, si e' soffermata sulla necessita' di una riqualificazione e manutenzione di quello che ha definito il cuore verde di Parma, che ieri come oggi - ha concluso - svolge tra l'altro una funzione scientifica notevole.' E che il Giardino soffra lo si e' avvertito con estrema chiarezza nel lungo elenco di tutti i danni, le ferite, le parti mancanti delle statue del Boudard, di cui ha dato lettura Tiziano Marcheselli. Nessun dubbio quando dietro l'apparente e pignola freddezza di questa catalogazione il critico e giornalista ha affermato di aver amato molto questo splendido Parco. Anche per questo, da ormai dieci anni, si e' adoperato per sensibilizzare l'opinione pubblica alla sua tutela. Non e' per caso, dunque, che in chiusura di presentazione, sia stato scoperto il calco del 'Satiro e Naiade', che consentira' la conservazione dell'originale boudardiano. 'Il grido di dolore con cui si chiude il video vorremmo fosse udito da tutti' ha concluso Barocelli. Forse cosi' si e' gia' cominciato ad ascoltarlo.

Ri.G.

(Rita Guidi)

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