Frontespizio del volume
L'altra vita degli artisti. O meglio la vita: i tempi quotidiani che riconducono i grandi dell'arte alla comune mortalita'.
Ad esempio Verdi : accorto, burbero ed entusiasta fattore, oltre che splendido genio musicale. Sfaccettatura dunque necessaria a comprenderne a pieno la personalita' , il carattere e, perche' no?, la musica. Se ne e' parlato venerdi' pomeriggio, alla Sala De Strobel della Cassa di Risparmio, in occasione della presentazione del volume 'Giuseppe Verdi - fattore di Sant'Agata' di Francesco Cafasi , edito a cura della Fondazione Cassa di Risparmio di Parma e Monte di Credito su Pegno di Busseto.
'E' un libro che colma una lacuna - ha affermato il Presidente Luciano Silingardi dopo il benvenuto iniziale, nell'aprire l'incontro - Tanto piu' che la sua dedizione al mondo agricolo, lungi dall'essere un semplice svago, era vissuta con la preoccupazione che da essa dipendeva il sostentamento di tante persone. Non solo,- ha proseguito - ma nel suo testamento che ricordava anche il Monte di Pieta' di Busseto, poneva come condizione l'istituzione di quattro borse di studio per giovani studiosi di questioni agrarie.Dunque la terra anche come impegno oltre che fonte di ispirazione.'
Impegno e ispirazione : un concetto ripreso anche da Gustavo Marchesi, dopo le commosse parole di ringraziamento dello stesso Autore a quanti hanno sostenuto e reso possibile questa laboriosa pubblicazione.
'L'attaccamento alla terra di Verdi - ha spiegato Marchesi - testimonia come in lui ogni attivita' andasse oltre l'interesse strettamente personale. Nell'agricoltura come nel teatro, la sua capacita' imprenditoriale era,infatti, notevolissima.Ed anche il suo modo di far musica, di comporla, derivava e doveva tantissimo a idee e modi rurali, artigianali. Una manualita' spesso negata dai musicisti ed invece da lui esaltata.'
Verdi manager, dunque : e' lui che sceglie i fattori, definisce i contratti, frequenta i mercati goloso di novita', e' 'ossessionato' dall'acqua...Cosi' nelle parole di Giovanni Ballarini, un Verdi che si fa addirittura inedito 'testimonial' dei prodotti tipici parmensi allora non certo cosi' diffusi, come il prosciutto, i pomodori o il parmigiano. 'Non era inconsueto che altri agricoltori seguissero le sue scelte : 'se lo fa Verdi..' dicevano...', ha concluso Ballarini, nel sottolineare come le numerose lettere che corredano il libro siano illuminanti per comprendere il Verdi uomo. Fattore attento, entusiasta ma burbero, come detto. E questo difficile aspetto del suo carattere e' stato sottolineato da Corrado Mingardi, che appunto qualche lettera ha citato di un Verdi sempre puntiglioso, insoddisfatto e scontento di una spesa, di un raccolto, di un collaboratore...
Ma si sa : alla tensione perfezionista di un artista non dev'essere facile sopportare le imperfezioni della quotidianita'.
Ri.G.
(Rita Guidi )