
Sono poesie dalle frontiere di un'anima in Estremadura, quelle che chiudono la raccolta del volume '' Poeti '' ( edito a cura della Fondazione Cassa di Risparmio di Parma, con prefazione di Isa Guastalla ). Le poesie di Andrea Briganti, cioe', ''mascotte'' - come lui stesso si definisce - dei 4 poeti 4 che compongono la bella antologia corredata ( e mai termine fu piu' improprio ) dalle bellissime illustrazioni di Carlo Mattioli, l'artista di recente scomparso col quale, anni addietro, nacque appunto l'idea iniziale di questa pubblicazione.
'' Devo confessare - spiega Briganti - che per me l'arte di Mattioli e' stata quasi una scoperta. Ma e' diventata subito 'rivelazione' . E sintonia, poi, nella scelta dell'immagine che apre alla mia poesia. Ricordo che quando ne parlai con lui indossava proprio una cravatta con la riproduzione di questo suo 'Papaveri', che gli aveva donato non so chi...''
Per ognuno un Mattioli a far da copertina , dunque, in questo manuale d'autore dalla grafica elegante (Studio Zani) : 'Le ginestre ' per Pier Luigi Bacchini ; 'Sera sul Po' per Antonia Gaita ; 'Nudo coricato' per Paola Casoli ; e 'Papaveri' appunto per Briganti.
Lo spessore del cielo in una lingua di rosso, dietro il suo celeberrimo albero...
''Il rosso e' il colore della Spagna. O forse dovrei dire che la Spagna e' il colore. La prima cosa che mi ha colpito la' e' stata la nettezza delle tinte ; della luce e del bianco. Delle persiane delle case, di un azzurro che da noi sarebbe 'vietato'. Surreale come un quadro di Dali'...''
Briganti in Spagna ha vissuto quasi due anni. Per una quasi casuale occasione di studio, che poi si e' fatta 'tranche de vie', autentica esperienza. Anche per questo indossa un pesante maglione giallo contro il gelido grigio di questo inverno. E ritrova con pigra e impercettibile fatica accenti e parole 'nostrani'. Anche per questo le sue poesie arrivano da la', 'lettere di passaggio'...
''Certo non hanno stile epistolare, ma potrebbero essere lettere di viaggio da un luogo che ho vissuto profondamente, non da turista...Di passaggio, credo, e' solo il mio modo di fare poesia. Perche' sto cercando. E queste poche poesie (certo non so se le migliori) sono diverse da quelle precedenti (Briganti ha vinto il Premio Silone '92 n.d.r.) e anche da quelle che sto scrivendo oggi. Credo che la poesia debba nascere da un impulso genuino. Io scrivo quando 'sento' e , si', quando soffro.Non potrei farlo quotidianamente, 365 giorni l'anno... Che poi intervenga la tecnica, che abbia, ad esempio, seguito soprattutto l'endecasillabo, e' un altro discorso (tra l'altro per me curiosamente naturale e necessario : come ritrovare un bagaglio di radici italiane - addirittura Dante...- mentre ero immerso in una lingua diversa ). Pero' - conclude Briganti - vorrei che quanti leggono queste poesie non lo avvertisse nemmeno. Vorrei invece che sentissero qualcosa..''
'In altro tempo immerso, in altro luogo
per strade che straniero ora mi portano
vivo gia' libero dal greve giogo
delle passioni antiche, dalla scorta
muschiosa dei ricordi...'
E come non avvertire qualcosa, in queste righe che gia' ci portano subito in un uguale altrove, non fosse altro che di colori ? 'Coloreada', infatti, colorata : cosi' definirebbe Briganti la sua poesia .
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Corporea, come alla ricerca di un colore che non c'e' ( di un Mattioli che non c'e' ?) e' invece la scelta e la poetica di Paola Casoli. Una parola umana e necessaria come quel nudo unico, raro e bellissimo che ha scelto come sua copertina.
''Qualcuno ha definito la mia poesia sentenziosa, qualcun altro gnomica. Forse...Certamente e' bisogno di comunicazione, attenzione all'uomo come tensione necessaria. E dunque quel nudo perche' e' uno dei piu' bei nudi di Mattioli : e' l'enigma dell'arte ma anche la dolcezza, la tenerezza del corpo umano femminile, che e' cosi' duttile e cosi' appropriata ad un discorso lirico.''
E il suo discorso lirico e' ben rappresentato in queste sceltissime sei liriche, dalla durezza incisa delle prime (
'Lampi e silenzi
dove esiste
l'umano
bisogno di salvarsi,
raccogliersi in una
sillaba.')
alla piu' dolente morbidezza ( 'Corporea fiamma
di solarita' penetrante)
degli anni vicini all'idea stessa di questa raccolta. Che poi e' un'idea sua....
''Proprio due anni fa avevo visto quasi casualmente una bella pubblicazione destinata a giovani pittori parmigiani e mi sono chiesta perche' , per una volta, non dedicarne una anche a dei poeti. Detto fatto, ne ho parlato alla figlia di Mattioli che conosco da tempo e quindi a lui, che si e' detto subito disponibile...''
* * *
Disponibile, a volte anche con tenerezza, ma sotto una scorza ironuica e aspra : cosi' lo ricorda Pier Luigi Bacchini, raccontando dei suoi ultimi incontri con Mattioli.
''Veramente l'avevo conosciuto quando ero ancora un ragazzino - spiega Bacchini - Nel '42, perche' fece un ritratto a mia madre. Ma poi non l'avevo praticamente piu' rivisto, fino a questa occasione...''
Una bella occasione, soprattutto per quell'affinita' materica che riflette colori e parole in una rara simbiosi...
''Ho scelto queste 'Ginestre' perche' mi danno l'impressione di nascere dalla roccia...Sotto il colore, la stessa materia si fa organica dall'inorganico...Ed e' una metamorfosi che sento molto mia...''
Bacchini (tra l'altro Premio Viareggio 1993) e' stato definito poeta-scienziato proprio per l'uso personalissimo ( e mitteleuropeo ) di termini scientifici coniugati alla poesia. Come nella indimenticabile 'Il corpo' o nella sua preferita 'Villeggiature' ('Immortale. Le arene
scottavano il sole disseccava le sottili
membrane
delle conchiglie..)
''L'ho voluta perche' la sento molto legata al mio passato, al mio vissuto. Del resto fa parte della stessa raccolta , 'Distanze Fioriture', in cui si trova anche 'Poeti', che qui non ho messo ma che abbiamo ripescato solo per dare il titolo, e mi sembra indovinato, a questa pubblicazione .''
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''Poeti'', in effetti. In ordine sparso. La cui diversita' e' seguita dalle tracce di uno stesso segno : Mattioli questa volta e' rosa, nella dolcezza infinita ed enigmatica di un tramonto sul Po.
''Una malinconia serena - spiega Antonia Gaita - Per questo mi e' piaciuto. Un acquerello, mite...Come credo sia la mia poesia. Sempre molto legata al paesaggio padano o a quello collinare, che sono poi i luoghi della mia infanzia.''
O i luoghi della vita, 'impressionisti' e mutevoli come oltre i finestrini di un treno...
(...D'un fischio trafissero
il fresco delle gole
traversarono sere d'ametista
scuro di nembi piogge arcobaleni..)
''I treni mi affascinano ; anche per questo ho scelto questa poesia. Oltre a 'Finestre' cui tengo particolarmente. Sono immagini di desideri : vorrei cio' che non e' possibile comprare...Vorrei una finestra per ogni punto cardinale che abbracci tutto l'orizzonte. E poi trovare le parole per riflettere in poesia questa illusione...''
Disegnare con le parole...
''Si'. Anche se disegnare non e' il termine che userei piu' volentieri. Per il disegno sono decisamente negata. E lo sapeva bene anche Mattioli, che fu il mio insegnante alle magistrali!''
Qualche problema ?
''No. Ma solo perche' era un professore davvero speciale. Autoritario, ma non per la figura austera che intimoriva un po' ; piuttosto per le parole, anche un solo aggettivo, con cui ci faceva comprendere un quadro; o per il tocco davvero da artista, con cui ritoccava e trasformava , con gessetti coloerati, i nostri 'scarabocchi'.''
Meglio le parole...
''Meglio le parole : anche se in fondo l''umore' e' lo stesso. La stessa emozione che non so rappresentare con il colore ( anche se lo vorrei) cerco di tradurla in parole. C'e' un legame molto stretto tra l'immagine grafica e quella letteraria. La stessa magia.''
Una stessa magia.
Rita Guidi