LIBERazione

Immagine di una scultura di Oscar Accorsi ispirata alla Resistenza Una scultura di Oscar Accorsi ispirata alla Resistenza


E' un'arte che ricorda e che si fara' ricordare, quella in mostra in questi giorni nel cuore di Sant'Ilario.

Se il gioco di specchi di una doppia esposizione e' ormai per meta' concluso, il seme di una mostra permanente e' gettato.

Parliamo di 'Liberazione' la collettiva che ha chiuso i battenti il 7 maggio scorso (in collaborazione con il Comune di Sant'Ilario d'Enza ) per quanto riguarda le opere raccolte negli spazi culturali della biblioteca ( l'instancabile direttore, Tullio Masoni, e' tra i curatori), e che invece rimarra' e proseguira', come in un curioso appuntamento artistico, negli spazi verdi, accanto.

Oscar Accorsi, Danilo Cassano, Claudio Granaroli, Alberto Vettori, hanno voluto 'dire' con la pittura e la scultura il 25 aprile. Non un racconto, che' nessuno ha l'eta' per aver vissuto quei momenti. Non un monumento, che' nessuno pensa a quella data con statica e retorica storicita'. Invece e' suggestione di un ricordo mai vissuto, la loro, e per questo non e' servita nemmeno l'espressione studiata e necessaria per quel giorno; piuttosto la loro libera arte di sempre.

Non a caso il titolo, dove 'Liberazione' separa i caratteri in un voluto gioco di parole. E la bandiera della primavera di cinquant'anni fa diventa l'azione libera, di ieri, di oggi, di sempre. Impulso e sintesi dell'arte.

Ed e' stata davvero un'azione libera quella che ha abitato la sala esposizioni di questi luoghi di lettura. Negli spazi bianchi e luminosi hanno vibrato i colori delle sei piccole tele di Claudio Granaroli; i suoni evocati della grande scultura di Oscar Accorsi; o l'emozionante umanita' di quelle ferrose di Danilo Cassano; e ancora la luce sottratta al catrame delle pitture materiche di Alberto Vettori, che ne ha curato tra l'altro l'allestimento. Solo in fatali e paralleli cenni, in questa collettiva (e anche questa e' scelta coerente) la presenza di quella pagina di storia : la dedica alla figlia, ad esempio, in un piccolo assemblage di Cassano. Come la 'segreta' continuita' di ricordi e valori irrinunciabili.

Ma anche questo, abbiamo detto, e' gia' ieri, ricordo. Di questo gioco di specchi tra arte e memoria resta un seme : una radice di opere all'aperto, che saranno presenza e invito al rinnovarsi di ogni 25 aprile. Altri autori, cioe', potranno e vorrano lasciare qui la loro impronta. Discreta o piu' evidente. Come nel caso delle grandi 'vele' colorate di Granaroli: tre opere dai titoli questa volta piu' eloquenti, come Tien-an-men, o Raus Kaputt. E poi, discretamente improvvise, tra gli spazi aperti dei campi sportivi e le strutture ricreative stabili, i Guerrieri di Cassano : ruggine e terracotta , meccanica e viva come un'anima. O La liberazione di Accorsi, una grande scultura come un assalto di baionette. Un riflesso simbolico per Vettori, la cui sensibilita' artistica costringe ad un'inconsueta cornice metallica la sottilissima tela in parete ; e che titola 'Senza ricordi, ne riflette il sogno' la teca che racchiude un'altra sua opera, e che riflette sul vetro, insieme trasparente e protettivo, un muro antico e vissuto, che e' tutti i muri.

Di nuovo un gioco di specchi,passato e presente, luci e ombre...'Erano di fronte ad una radura, con un ultimo stregonesco gioco di luce ed ombra,- si legge in uno stralcio dal volume 'Il partigiano Johnny' di Beppe Fenoglio, voluto come citazione e continuita' nella bella brochure della mostra - ed assolutamente esente di quella vita bruenta e cigolante di ogni altro punto del bosco...'

Ogni altro punto del bosco era la guerra, prima della liberta'; nella pace di questo verde di cinquant'anni dopo e' anche questo da ricordare.

Rita Guidi

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