Le piccole fenici
della Ugo Guanda Editore

Le pagine dell'eterno 'cercatore' (suchende, come direbbe lui ) Hesse, o dell'inquieto e inquietante Werfel; quelle fragili come l'anima di Tagore, o attuali e documentaristiche di Tarchi: la scelta (ma e' solo parziale ) fruga tra qualcosa di nuovo sotto il sole.

Letture da ombrellone (ma non chiamiamole cosi'...) che se soddisfano quell'idea molto estiva di brevita' e maneggevolezza ( e, perche' no?, anche di economicita' ) tutto sono fuorche' i classici usa e getta da spiaggia.

La nuova collana 'Le piccole fenici' della Ugo Guanda Editore, per questo, fa pensare di non essere nata a caso in questi primi giorni d'estate. Diecimila lire e una novantina di pagine per una grafica con grandi caratteri di copertina, pastellata e invitante, ogni 'piccola fenice' e' pero' 'grande' per autori e titoli. Come dire che una lettura da ombrellone (pardon... ), ma anche di un viaggio, di una sera o di se stessi, puo' e dovrebbe essere anche una buona lettura. Prevert, Edith Warton, Celine, Hannah Arendt, Junger, Sepulveda, Uhlman, Nina Berberova, Gibran, Spengler...sono gia' in arrivo. Mentre in libreria trovate gia' i cenni d'Oriente di 'Insegnamenti del Buddha' a cura di Alberto Pelissero, il 'Piccolo libro di istruzioni confuciano' a cura di Stefania Stafutti, 'La saggezza dei maestri Zen nell'opera di Sengai' a cura di Paolo Lagazzi.

E poi Hesse, Werfel, Tagore, Tarchi. 'I fascisti nell'Italia repubblicana' e' il titolo dell'opera scelta da quest'ultimo autore. Studioso essenzialmente, in quanto ricercatore in Scienze della Politica all'Universita' di Firenze, il tono del volume e', come detto, di attualita'. Un breve saggio, decisamente accessibile ma con serieta', su un tema tanto interessante quanto finora ignorato dagli studiosi : 'Nell'arco del mezzo secolo che va dal 1945 al 1995, - esordisce Tarchi - nessuno storico ha messo mano ad una ricostruzione sistematica delle vicende del neofascismo italiano.'

E' questa, rigorosa e documentata, la sua ipotesi e il suo fine. Realta' e storia, fino ai giorni nostri, e dunque quantomeno stridenti con le atmosfere che si respirano invece ne 'La messa nera' di Franz Werfel. Stridente anche lui, pero', nell'inconciliabile ossessione del monaco protagonista, diviso tra carne e spirito, bene e male, fino alle piu' lontane e incerte radici della trascendenza.

Nulla di inquietante ma 'solo' l'inquieto dubbio dei sentimenti, della sofferenza d'amore, in questo 'Il nido infranto' di Rabindranath Tagore. Giardini proibiti di interessi e attenzioni coltivate in attesa di quelle assenti dello sposo, infrangono con dolente delicatezza nelle parole di intensa maestria dell'Autore, questo indiano amore coniugale. Emozioni, si dice, con cenni autobiografici.

Come qui ( e spesso ) accade anche per Herman Hesse. Di questo suo 'Le Stagioni - prose e poesie per tutto l'anno ', si puo' ad esempio cominciare a leggere l'estate. 'Temporale di giugno' o 'Giorni di canicola' sembreranno poesie ancora piu' 'nostre'. Ma anche il cuculo o le zinnie, dopo le brevi pagine di questo autore, avranno nuovi colori. Come appunti dell'anima, diventano occasione di sguardo ma anche di spirito. Rinviano a letture o a riflessioni. 'Ma noialtri siamo rimasti in pochi - scrive ad esempio Hesse -. Provi a dare a un americano di oggi, il cui talento musicale consiste nel saper maneggiare un grammofono e per il quale gia' un'automobile ben verniciata rientra nella sfera del bello - provi a dare a un simile semiuomo, sempre allegro e contento di poco, lezioni nell'arte di guardare alla morte di un fiore o alla metamorfosi di una rosa in un grigio lucente come a qualcosa di vivifico ed eccitante, come al segreto dela vita e di ogni bellezza...'

Estate e semiuomini. O 'foglie secche', come in altro celeberrimo testo li aveva definiti. Ma e' un'idea che rimanda molto ad atmosfere autunnali. Quando non sotto l'ombrellone si ha voglia di leggere, ma davanti a un camino.

Rita Guidi

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