Tondo affrescato con unicorno del Palazzo di Giulia Farnese a Carbognano
Immergersi nella storia e' davvero come guardare in un caleiodoscopio: ogni sguardo o movimento riserva nuovi colori. Anche l'azzurro dei Farnese puo' allora essere di un tono diverso se lo si studia attenti soprattutto a certe sue essenziali sfumature. Ad esempio: il volumetto 'Immagini Farnesiane' di Andrea Zanlari, fresco di stampa per la Serie Bleu della collana Proposte di PPS Editrice curata da Pier Paolo Mendogni, sottotitola opportunamente 'Tra nepotismo e mecenatismo'. E' questo, infatti, il taglio della ricerca dell'Autore. Un 'colore' essenziale, laddove la storia di questa rinascimentale dinastia, e'fatta, come si sa, di un Papa, nonche' di Duchi e Cardinali. Dunque una storia letta con gli occhi dei protagonisti: quelli di Papa Alessandro soprattutto, che da Roma imprime alla famiglia, con lo stesso piglio fermo e nervoso del celebre ritratto di Tiziano, il suo lungimirante sigillo. Dagli 'intrighi' che dal rustico casato dei 'Da Farneto' lo condurranno al soglio col nome di Paolo III, alla ripartizione decisa con cui decreta e stabilisce le sorti parentelari, la vicenda scorre piacevole nella sua logica cinquecentesca ed esatta. Il Ducato di Parma e Piacenza al figlio, la porpora cardinalizia ai nipoti (benche' poco piu' che bimbi ) diventano allora quasi l'ovvia risposta della storia alle esigenze di questo in qualche modo 'nostrano' casato. Parma e' pero' di Pier Luigi, e poi di Ottavio e Alessandro e cosi' via. E a questo ruolo di 'lontananza' da Roma, e' giustamente ricondotta da Zanlari. Autore dallo stile semplice e nient'affatto ricercato, unisce e rivela in questo agile manualetto praticita' e passione. Storico per cosi' dire 'part-time' rispetto alle occupazioni dirigenziali che ricopre, ha saputo estrarre in queste ottantaquattro pagine la superficie utile e necessaria a chi voglia accostarsi non solo ai Farnese ma anche a quel mecenatismo, cui dobbiamo oggi tanta suggestione del passato. La Farnesina o Castel Sant'Angelo, come le piu' celebrate tracce di Michelangelo ; la residenza di Caprarola o la Chiesa del Gesu', come il genio del Vasari, Carracci o Tiziano (splendide le riproduzioni dei piu' celebri ritratti farnesiani al centro del volume), le dobbiamo a loro : a Papa 'Alessandro' o al Gran Cardinale, quel nipote Alessandro che col nonno condivideva oltre al nome l'amore per l'arte. Zanlari ne scorre le scelte e le ragioni, tra tecnica, estetismi e motivazioni storiche. 'La complessa campagna di mecenatismo religioso, intrapresa da Alessandro dal 1500 in avanti lo fa emergere come uno dei principali promotori del rinnovamento materiale e spirituale della Chiesa di Roma', afferma Zanlari nel rimarcare il cambiamento del Gran Cardinale dopo il Concilio di Trento. Perche' dopo di lui fu il Seicento, e gli splendori dinastici rivestirono i colori ducali e padani. Barocchi: la grandezza e' a Parma, sottolinea Zanlari, nell'elencare il Teatro , la Pilotta , il rinnovato Palazzo del Giardino...Pero' barocchi: colori accesi, luoghi colmi di tesori, 'superfici' di una dinastia e di una citta' che 'non li avrebbe mai piu' riottenuti'.
Rita Guidi