E invece piu in là e più in giù bisogna
guardare. Più giù, superando la cappella e il nicchione
di sinistra, una piccola ma massiccia porta introduce ad una cripta
sepolcrale.
Sono le tombe dei Farnese, come indica la targhetta su in
chiesa, all'ingresso. Una cappella austera ma importante voluta da
Maria Luigia nel 1823, per principi, duchi e duchesse. Per
l'esattezza quattordici tra duchi e principi e dodici tra principesse
e duchesse; non pochi, anche per l'estensione alla casa dei
Borbone.
Su tutti troneggia il grande sepolcro di Alessandro Farnese, su cui poggiano l'elmo e
la spada. Sul bianco delle lapidi e degli intagli marmorei,
dell'altare e delle colonne, un solo tocco di colore: il sarcofago in
legno destinato a raccogliere nelle cerimonie funebri le spoglie dei
regnanti. Oro, verde e il rosso della croce simbolo dell'Ordine
Costantiniano (cui la chiesa a tutt'oggi appartiene), voluto proprio
dai Farnese nel 1718.
L'appartenenza all'Ordine è ricordata da una teoria di
nomi, lasciati dalla più alta nobiltà d'Europa: i colori
eleganti degli stemmi, con la dicitura <<Pregate Pace>>,
lungo il corridoio che conduce a quello che 'più in la''
c'è da vedere.
È la sagrestia nobile: spettacolare e amplissima, introdotta da due alti
portali di legno 'ricamatò.
Un universo in noce, scurissimo, esaltato dal chiarore del
soffitto affrescato e dal rosso dei paramenti sul bancone centrale
realizzato
dall'intagliatore milanese Giambattista Mascheroni,tra il 1665 e il 1670
(aiutato tra gli altri anche dal parmigiano Rinaldo Torri).
E un susseguirsi di mascheroni sono proprio gli intarsi che
percorrono la parte più bassa di questi immensi
armadi. Perchè nonostante la loro bellezza, che racconta,
salendo, storie pagane che si fanno angeliche, (sull'ingresso una
frase del Magnificat), queste pareti sono un vero scrigno, pieno di
argenti e paramenti sacri.
Con un pò di fortuna, qualcuno troverà per voi
aperture e meccanismi per mostrarvi calici e pianete (splendide quelle del
'700 ricamate d'oro o realizzate con broccati appartenuti... a gentildonne),
candelabri e paliotti d'altare (splendido quello sbalzato d'argento di primo
Settecento) che ancor oggi, a volte, ad esempio per le feste natalizie, vengono
utilizzati per adornare la chiesa. . .. ..
Un'ultima curiosità: l'intera sagrestia, ancora
perfetta benchè mai restaurata, è stata fatta con
incastri a coda di rondine e dunque si puo' totalmente smontare e
ricostruire altrove, ovunque.
Anche in paradiso, come dicono da queste parti.
Rita Guidi