Parma abbraccia Alessandro Farnese - G. Bedoli Mazzola
Assassinato a Piacenza Pier Luigi Farnese (1547), primo duca del
neonato stato di Parma e Piacenza, il figlio Ottavio punta su Parma
per riprendersi e ricostruirsi il ducato, che in molti già vogliono
dissolto. Così Parma si trova ad essere improvvisamente capitale:
ruolo che interpreterà, salvo brevissime interruzioni, per ben
tre secoli.
In quel momento la
città conta circa ventimila abitanti e si
è da poco arricchita di edifici rinascimentali (e di capolavori
pittorici dovuti al Correggio e al Parmigianino) che ne hanno mutato
il volto medievale, sotto la spinta di quel sapiente teorico che
è Francesco Mario Grapaldo, dei Da Erba e degli Zaccagni.
L'articolato complesso benedettino con la chiesa di San Giovanni, l'innovativa Steccata a croce greca, i monasteri femminili di Sant'Alessandro, San Paolo, San Quintino e Sant'Uldarico, l'Ospedale della Misericordia, costituiscono i punti forti di un assetto urbano dominato dalle strutture religiose.
Assunto il rango di capitale, iniziano a Parma quelle
trasformazioni che la nuova funzione richiede e che i
Farnese, allevati nell'ambiente colto e raffinato della Roma
pontificia, esigono per celebrare il loro nuovo potere, che li pone
sullo stesso piano delle altre famiglie sovrane.
Ottavio, dopo una breve permanenza nel Palazzo del Governatore
Apostolico, chiede al vescovo Guidascanio Sforza, suo primo cugino, la
disponibilita del Palazzo Vescovile, dove (1553) si sistema
provvisoriamente con la consorte, Margherita d'Asburgo, in attesa di
poter disporre della dimora ducale, che avrebbe dovuto competere con
quelle delle famiglie piu illustri, come i Medici.
E al prestigioso modello fiorentino (Palazzo Vecchio-Uffizi-corridoio
sul Ponte Vecchio-Palazzo Pitti-Giardino di Boboli) sembra guardare il
progetto che vuole il
Palazzo Ducale nel centro della città (al
quale vengono adibiti alcuni edifici nell'attuale piazza della Pace)
collegato tramite un corridore, progettato presumibilmente da
Francesco Paciotto e realizzato da Giovanni Boscoli(1583-88), e il
ponte sulla Parma al Parco che assume la dimensione che ancora
conserva, tramite le acquisizioni avvenute tra il 1561 e il
'64. È grazie a Ottavio, quindi,che Parma può usufruire
di un grande polmone verde nel suo cuore piu antico.
Il castello visconteo, situato nel Parco vicino alla Parma, viene trasformato dal Vignola in una reggia, realizzata da Gian Battista Fornovo, che con lo stesso Vignola aveva lavorato nella sontuosa dimora di Caprarola.
Davanti alla reggia il Boscoli, "messer Giovanni dalla Fontana", costruisce un complesso apparato di giochi d'acqua con getti zampillanti dai seni prosperosi delle ninfe, dalle bocche dei delfini, dei tritoni, dei cigni: una spettacolare scenografia che inizia con la fontana esterna e prosegue in una grotta decorata da smalti,fogli d'oro e finte pietre preziose, incuneata nel piano terreno dell'edificio.
E dallo scrigno sacro a Poseidone, irrorato di zampilli che si accendono di riflessi dorati, rossi e azzurri, si passa al piano nobile nel magico regno di Alcina tra i boschi teneri di verde e tra vitree, immateriali colonne, dove il Mirola e il Bertoia hanno elegantemente affrescato dame e armati cavalieri impegnati piu in certami amorosi che bellici.
Gli architetti al servizio della corte portano pure vistose innovazioni in città. Se nei palazzi (Miari,Tarasconi) Gian Francesco Testa attua un manierismo misurato, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli (1569 attualmente delle Cappuccine in via Farini) raccoglie con una pianta trasversale la sfida sperimentalista di Gian Battista Fornovo che in San Quintino (1560) e soprattutto all'Annunciata (1566) aveva creato un movimento di masse così audace e un rinnovamento sintattico così profondo "da anticipare per qualche aspetto Borromini".
Se Ottavio aveva inteso affermare il prestigio dei Farnese, il condottiero Alessandro vuole lasciare un segno militare con la Cittadella fatta costruire (1590-92) sul modello di quella di Anversa, anche per dar lavoro a migliaia di persone in un periodo di gravissima carestia.
Nella rilevazione demografica del 1578 Parma registra 19.518 abitanti con 1.127 tra sacerdoti, chierici, religiosi e religiose;44 le chiese parrocchiali; 25 gli oratori; 14 i monasteri femminili, 11 i maschili, 8 gli ospedali. Con la Controriforma giungono nel ducato i grandi ordini religiosi dai cappuccini (1565) ai gesuiti (1568), ai teatini (1626) che vanno ad aggiungersi ai benedettini, domenicani,francescani, agostiniani. Le chiese si rinnovano e Simone Moschino dà sfogo al suo estro bizzarro nella facciata di San Giovanni (1604) e nel campanile di San Sepolcro (1616).
In compenso l'architettura ducale si dispiega nella triste e tetra solennità della Pilotta, voluta da Ranuccio I e da lui attentamente seguita durante la realizzazione, iniziata nel 1602: un enorme edificio di servizio alla Corte con le stalle e le abitazioni del personale,con lo spazio per giocarvi alla "Pillotta et Archetto" e per contenere la sala d'armi che nel 1618 viene trasformata da Gian Battista Aleotti (che gia aveva progettato il poderoso tempio esagonale di Santa Maria del Quartiere) nel piu moderno teatro d'Europa, il primo a scena mobile, con una ampia cavea predisposta per le naumachie, mentre dal Soffitto apribile, scendono gli dei e i personaggi alati:quel Teatro Farnese che ancor oggi è uno dei piu prestigiosi e insigni monumenti cittadini.
L'inaugurazione avviene nel dicembre 1628 per il matrimonio tra Odoardo Farnese e Margherita dè Medici e per quella data si completa la ricostruzione del Palazzo Municipale,progettato da Gian Battista Magnani dopo il crollo del precedente edificio su cui si era abbattuta la torre civica nel 1606. Il Magnani, ispirandosi al Teatro Farnese,aveva pure rinnovato (1622) per le benedettine l'interno della chiesa di S.Alessandro, rendendola risplendente dei marmi più pregiati, dal giallo di Siena al rosso di Verona, al nero di Fiandra,al verde di Portovenere,al bianco di Carrara.
I matrimoni, del resto, sono occasioni importanti per cui si ridipingono palazzi, si costruiscono facciate. Per quello di Alessandro Farnese con Maria del Portogallo (1566)si raddrizza Strada San Michele (Repubblica) vicino alla Piazza Grande; per quello fra Odoardo II e Dorotea Sofia di Neoburgo (1692) si scava la peschiera (laghetto) del Giardino Ducale. Da Ranuccio I parte pure l'idea di dar vita a una istituzione che diventa ben presto celebre in tutta Europa: il Collegio dei Nobili, che ospiterà i rampolli delle più illustri famiglie italiane e straniere; sorgeva nell'area attuale del Tribunale.
La peste del 1630 riduce i parmigiani a tredicimila e la città fatica a riprendersi. Bisogna arrivare alla seconda meta del secolo, sotto il ducato di Ranuccio II succeduto nel 1646 ad Odoardo, per cogliere i segni di un rinnovamento ormai nel linguaggio barocco: la trasformazione del Collegio dei nobili, della torre del Palazzo del Governatore (1676) tramite l'architetto Giuseppe Barattieri, le torri dei Paolotti nell'Oltretorrente (1688, architetto Carlo Virginio Draghi), il Teatrino di corte scomparso) progettato dall'architetto Stefano Lolli così come l'Oratorio dei Rossi,decorato dai gonfi, tormentati, scenografici stucchi dei Reti similmente alla Cappella della Beata Vergine di Costantinopoli nella chiesa di San Vitale.
Con l'arrivo di Ferdinando Bibiena, agli inizi del ducato di Francesco (1694-1727), l'architettura raggiunge l'espressione illusionistica piu artificiosa e spumeggiante nel progetto di Sant'Antonio Abate, un autentico gioiello col doppio soffitto traforato, ormai nello spirito del rococò Negli stessi anni l'architetto Adalberto Della Nave crea i deliziosi oratori-bomboniera di San Tiburzio (1720) e San Quirino (1732), nonche la chiesa di San Rocco insieme ad Alfonso Torrigiani.
Pier Paolo Mendogni