Duomo di Palermo

VisMac 2006
Palermo, 26 agosto -
3 settembre 2006

Sabato 26 agosto 2006

Stiamo partendo! I protagonisti questa volta sono tre: PierPa, l'uomo dalle mille risorse, il mite Stefano C ed io. Meta: Palermo, per frequentare VisMac 2006 (VISione delle MACchine). Il tutto ha inizio alla stazione di Parma centrale, dove Stefano ed io riusciamo a prendere un carro bestiame zeppo di gente (come usava nei primi anni '40), che, guardando meglio la prenotazione, risulta essere un intercity. Naturalmente, era l'unico treno in ritardo. Il treno ospita un numero inusitato di suore, quindi non può certamente succederci nulla. Alla stazione di Piacenza city (è - lo ricordo - un intercity) raccattiamo il PierPa, proveniente da Fidenza. Il treno è a scompartimenti; ciò nonostante, tantissimi scelgono inspiegabilmente (la prenotazione dei posti era obbligatoria) di sedersi sui sedili reclinabili del non certo larghissimo corridoio. Camminare è talmente difficile che nemmeno il controllore lo fa. Ora, per una volta nella vita ho bisogno di lui: ho comprato il biglietto via internet, modalità ticketless, ragion per cui è il controllore che mi deve consegnare regolare titolo di viaggio, senza il quale posso dire addio al rimborso. Parto quindi alla ricerca di un qualche uomo Trenitalia per poter avere il mio biglietto. Attraverso quattro o cinque carrozze in un quarto d'ora, ed arrivo finalmente al vagone ristorante, che ospita gli uomini che sto cercando! Faccio i biglietti poco prima di scendere dal treno, ma tant'è. Scendiamo a Voghera city, e dopo una mezz'ora un altro treno, sempre in ritardo, ci porta fino a Genova PP. Questo secondo tragitto dura circa un'ora, ma non causa nessun invecchiamento in noi, perché viaggiamo crioconservati a temperature vicine allo zero assoluto (sull'intercity, invece, c'era un caldo infernale).

Ebbene, siamo arrivati a Genova PP. La nave ci attende! La nave??? Certo! Perché viaggiare col veloce ma prosaico aereo, quando una fantastica nave, carica di fascino d'altri tempi, ti può portare a destinazione in sole 18 ore in più? Poi, siamo uomini dal palato raffinato: non abbiamo scelto una nave qualsiasi, bensì le Grandi Navi Veloci, Grimaldi Group! Che, come recita il loro slogan, sono "tutto, fuorché traghetti" (foto). Ci check-in-iamo verso le 19: carramba che sorpresa! La signorina del check-in è l'omonimo femminile del fido Stefano C: si chiama Stefania Cattani! Abbiamo un po' di tempo per cenare nel terminal, poiché la nave salpa (ah! che bella parola!) alle 21. Proprio al punto ristoro del terminal PierPa inizia a fare le prime conoscenze del viaggio. Il suo nuovo amico si chiama Davide, ed è diretto in Sardegna per le vacanze con i suoi genitori. Tornerà appena in tempo per iniziare la scuola... sì, perché Davide ha 3 anni! E' molto simpatico, e chiede ripetutamente a ciascuno di noi il nostro nome. Poi la cosa si allarga a macchia d'olio anche ai tavoli vicini, e deve intervenire la mamma per fermarlo. Finita la cena salutiamo Davide e famigliuola, e ci imbarchiamo.

Ah! La nave! Com'è solenne, imponente. Molto raffinata anche all'interno. Si chiama "La Superba", ed è appena nata: l'hanno costruita solo da due anni. Ci sistemiamo nella "raccolta" cabina (ancor più "raccolto" il bagno: circa un metro quadrato), e partiamo in esplorazione. La nave: questo curioso microcosmo! Sui vari ponti ci sono parecchie vasche idromassaggio, una piscina (foto), il canile/gattile (foto) che attira PierPa in modo particolare; infine: un terrazzone, da cui osserviamo la nave che salpa. In vari punti della nave, all'esterno, c'è l'allarme "Uomo a mare" (foto). All'interno troviamo un sacco di bar, un self-service, un Restaurant à la carte... il cinema! Ooops! Lo spettacolo inizia tra poco, alle 21.30! Proiettano quattro film in stecca, ma noi ci limiteremo al primo: "Quel mostro di suocera." Simpatico. Poi la nostra serata prosegue al bar (foto), dove le ore sono allietate dalla cantante, probabilmente un travestito. Facciamo un giro nello shop, ma c'è poco da vedere, così ci dirigiamo spediti in discoteca. Sì, c'è anche quella! C'è la... ah! discoteca... beh, in effetti sì, il locale è presente. Ma i tre baristi e il dj sono più numerosi degli avventori, escludendo noi tre! Beh, a questo punto abbandoniamo, ed andiamo a letto.

Lanterna di Genova
Il faro di Genova
m/n La Superba Piscina sulla Superba
"La Superba" Piscina sulla nave
Canile/gattile Bar sulla Superba
Il canile/gattile sulla nave Stefano C e PierPa al bar della nave
Uomo in mare!
Uomo a mare!!!

Domenica 27 agosto 2006

"Informiamo i nostri gentili ospiti che sono le ore 10:00! Il tempo sulla rotta di navigazione è buono, e il mare poco mosso. Ci muoviamo ad una velocità di circa 20 nodi." L'altoparlante di bordo ci dà utili informazioni, peccato che i miei due compari siano ancora a letto! Io mi sono appena alzato, sto cercando di fare colazione. La nave ondeggia appena un po', la nottata è andata tutto sommato bene, a parte uno scricchiolio periodico, e un bambino piccolo che ha tenuto un concerto per fiato solista alle 7, durata: 30 minuti circa. Ah sì, la colazione: ormai il self è già chiuso, rimane solo il bar. Ecco, questo è scocciante: i baristi cercano di trattenermi lo scontrino che porgo loro (cavolo, strappatelo e basta, no?) ignorando che mi serve per il rimborso. Lo richiedo indietro, ed essi me lo restituiscono, ma sfottendomi!! Torno in cabina, e prendo il mio adorato libro: mi farà passare il tempo. Cerco un posto tranquillo, e lo trovo: la biblioteca! Non manca davvero nulla in questa nave. Passano le ore, e verso mezzodì ritrovo i miei compari. Aperitivo sul bar di prua, poi self-service da dissanguamento ("Mosaico Italiano" il nome): 20 euro un pranzo! La navigazione prosegue tranquilla, e... terra! terra! grida il nostromo. Assistiamo all'arrivo al porto di Palermo dal bar panoramico di prua (foto). Che ingresso solenne! La nave attracca in leggero anticipo, 16:30. Scendiamo... la crociera è giunta al termine, e un velo di tristezza avvolge me e i miei compagni.

Ecco Palermo. Il porto, si sa, è un po' caotico, specie se sbarchi assieme a un sacco di macchine. Troviamo un taxi, ed eccoci arrivati alla "Casa del Goliardo," studentato che ci ospiterà per tutta la settimana. Si tratta di un palazzo secentesco in pieno centro; in parte è stato ristrutturato, in parte ci lavorano ancora. Però noi siamo nell'ala già ristrutturata. Siamo accolti da due membri dello staff: ehi! ma io ti conosco! l'anno scorso eri a ICIAP a Cagliari! Incredibile, ma vero: uno degli organizzatori l'avevo conosciuto circa un anno fa, si chiama Giosuè. Il suo collega, il dottore Valenti, dirige sveltamente le operazioni di check-in. Le camere sono solo doppie, ed ecco che PierPa e Stefano C si ritrovano nella medesima camera, mentre a me tocca un compagno ignoto. Diamo una rapida occhiata alle stanze: lo spazio c'è, un po' di polvere anche, e... io perdo per 1 a 2 con i miei compari. Nel senso che la mia doccia ha solamente un'anta rotta; la loro due.

Depositiamo i bagagli, e poco dopo siamo già per strada con altri due avventori della scuola: Paolo, detto "l'uomo ST", ed Alberto; la prima visita è al foro italico e dintorni, una specie di lungomare su una costa non balneabile, visto che è di fianco al porto, popolato dai celebri giocatori delle tre carte, che subito catalizzano l'attenzione del PierPa. Al ritorno, decidiamo di andare a cena in mensa, luogo che avremo modo di conoscere bene durante la settimana. Ci incamminiamo verso viale delle Scienze, che dista circa 3 km dalla nostra Casa del Goliardo; al nostro fianco non più i due ragazzi con cui eravamo andati al foro, ma un nuovo amico: Giovanni. Arrivati alla sede universitaria, un metronotte ci indica la dov'è la mensa, che ha interessanti caratteristiche: fanno la pizza col forno a legna, e c'è una specie di cameriere: tu ordini la pizza, e lui te la porta (50 minuti dopo...) direttamente al tavolo. Alla fine del pasto, poi, non è necessario riportare il vassoio: il cameriere lo ritira per te! Ottimo.

Siamo stanchi, e ci trasciniamo verso la Casa del Goliardo. Ma lì troviamo molti ragazzi della scuola di dottorato, pronti per scoprire la vita notturna palermitana. A questo punto, io mi comporto da nonno e do forfait, nonostante l'insistenza del mio compagno di stanza, che conosco proprio in questo momento (si chiama Davide), mentre i miei compari danno fondo alle loro forze, ed escono.

Bar di prua Bar di prua
Aspettiamo l'arrivo al bar di prua Arrivati!

Lunedì 28 agosto 2006

Yawn! Ho davvero sonno. Sì, mi sono appena svegliato, ma la notte non è stata delle più rilassanti. Devo combattere contro un faro che punta dritto alla mia finestra, e, contemporaneamente, col caldo incredibile che ha preso possesso della Casa del Goliardo! Non so se sia il sole che scalda tutto il giorno i muri, ma c'è davvero caldo: anche il materasso sembra uno scaldotto, e la resistenza è stata probabilmente regolata al massimo. Morale: mi sono svegliato parecchie volte, e se non ci fosse stata la macchinetta per l'acqua al pianterreno sarei rimasto disidratato.

Andiamo a far colazione in un baretto vicino alla casa, poi torniamo e, nell'atrio, incontriamo quasi tutti i partecipanti alla scuola, pronti per partire. Usciamo e... piove! Sono convinto sia colpa mia: è una specie di maledizione che mi perseguita dalle vacanze in Belgio. Non visto, torno a prendere l'ombrello in camera, e riesco poi a raggiungere gli altri alla fermata del bus. Ma... non servono i biglietti?? In effetti pare di no: non li vende quasi nessuno, né l'edicola, né la tabaccheria. Solo il quinto esercizio in cui entriamo li ha; forse è il caso di acquistarne 4, vero? Tra l'altro, sul biglietto non c'è scritto direttamente quanto costa, ma solo che è in fascia tariffaria B1, il che complicherà il rimborso (ma bastava scrivere: 1 euro).

Cerchiamo di raggiungere la scuola: ecco l'autobus là in fondo alla strada! Aspettiamolo! Ma... ad un certo punto l'autobus investe un tizio in motorino! Oh no! Ora dovremo aspettare il prossimo... e invece... dopo una constatazione del danno di quattro secondi netti, l'autobus prosegue la sua corsa: in fin dei conti, non l'ha investito in pieno, gli ha dato una dolce spintarella, una tamponatina. Dopo poco quindi lo prendiamo; non è il 105 (quello che ci aspettavamo di prendere), bensì la "linea verde", come la trasmissione di raiuno, ma tant'è. Arriviamo alla sede di ingegneria, e in breve tempo troviamo l'aula, sita al quarto piano con ascensore rotto; ma, in fin dei conti, siamo dei robusti giovani, no?

Il palazzo dell'università, al pari della Casa del Goliardo, è parecchio calda; però almeno l'aula in cui si tengono le lezioni e la sala computer sono condizionate. Il bagno si presenta un po' scrostato, ma vi avviene un miracolo: ci sono due lavandini appaiati, ed aprendo l'acqua in uno di essi, lei scorre anche nell'altro! Una specie di remote control.

Finiti i corsi, ci avviamo esausti verso il nostro rifugio, la solita Casa del Goliardo, d'ora in poi, per brevità, CdG. Ne usciamo dopo un'oretta di stato comatoso, e ci avviamo verso una pasticceria che tiene aperto anche di sera, per mangiare gli arancini. Siamo eroici: attraversiamo metà città per andare là, ma ne vale la pena: sono davvero buoni. Subito dopo torniamo verso casa, a parte una piccola deviazione-gelato, e il rientro alla CdG è registrato per le 22.10, orario, per dirla con lo Stefano C., "da andare a letto con le galline."

Per le vie di Palermo
In cammino per Palermo

Martedì 29 agosto 2006

Mi sveglio ristorato dalla lunga notte, ormai ho fatto l'abitudine al caldo e alle zanzare, che sono presenti in massa alla CdG. Stamattina la colazione è alla scuola, quindi andiamo direttamente là senza passare dal baretto di ieri. Scendendo con l'ascensore, decretiamo che c'è qualche problema nel montaggio, perché nello scendere ha un deciso sussulto sempre nello stesso punto, a metà tra il primo piano e il piano terra. Inoltre, il dlin-dlon che lo annuncia al piano è emesso a 99 dB, ed è assordante quando lo si ascolta da dentro. Andiamo all'università, e la luculliana colazione non si fa attendere. E' ultra abbondante e gustosissima, con le specialità locali, tra cui le ciambelline fritte. Mangio a volontà, per finire la digestione solo all'ora di pranzo.

Al pomeriggio, finite le lezioni, andiamo a vedere il Duomo - finalmente! Lo avevamo solo intravisto gli altri giorni. Aspettiamo che un matrimonio termini, e ci addentriamo. Visitiamo altre chiesette nei paraggi, e poi la CdG ci accoglie nuovamente. Alla sera usciamo sul tardi, verso le 20.30, assieme ad un buon numero di altri ragazzi della scuola; capitiamo in un piccolo ristorante con tavoli all'aperto vicino alla nostra residenza. Ceniamo, e alla fine scopriamo la caratteristica fondamentale di questo localino: "è aperto da poco" dice il cameriere, "non abbiamo ancora la partita iva", per cui niente ricevuta, e improbabile rimborso. Insisto un po', e l'unica cosa che riesco ad ottenere è un foglio di carta tipo quello per le ordinazioni, con una descrizione sommaria della cena.

Dopo cena ci addentriamo nel quartiere arabo, sostiamo un po' in una piazzetta con bar all'aperto, e poi ci avviamo verso "una specie di Piazza della Pace," come dice Stefano C, in cui dei bambini si divertono a spaventare gli ignari avventori pizzicandone le natiche e facendo strani versi. Uno, ad esempio, mi dà una pacca sulla spalla dicendomi: "Cumpà!" Alcuni del gruppo erano sul posto già da un po' quando io, tra gli ultimi, sono arrivato, e non avevano certo perso tempo: si erano affollati attorno a delle ragazzine tedesche così come le mosche su... (metafora prestatami da uno dei presenti). No! Non su quella! Come mosche sulla carta moschicida, giacché sembravano incapaci di allontanarsi anche di un solo millimetro da quelle. Essendo già l'una passata, io cedo e torno a casa assieme a Giovanni.

Duomo
Il duomo di Palermo

Mercoledì 30 agosto 2006

Notte brevina, l'ultima, ma niente di che rispetto a coloro che sono tornati alle 3 o alle 5, e si sono poi dovuti svegliare alle 7.30! La routine palermitana ormai si ripete monotona. All'uscita dalla CdG però si prepara una sorpresa: la mitica prof. Rita Cucchiara ci attende per andare alla scuola. La scortiamo fino all'università, poi ci disperdiamo in mille rivoli tra colazione (sempre impeccabile) e sala computer. Anche il bagno col miracolo dei lavandini gemelli ormai ci è amico, però... cavoli, pulitelo! Da due anni, infatti, lavoro sul pattern recognition, e sono accompagnato da ragazzi che non sono da meno; forse per deformazione professionale, allora, abbiamo tutti notato che il pattern marrone che giace nel WC è un invariante rispetto ai giorni della settimana, come cementificato. E' proprio in questi casi, allora, che potrebbe risultare utile una bella erosione.

Le lezioni di oggi sono davvero interessanti; all'uscita, tuttavia, siamo - come al solito - demoliti, e quindi ripariamo alla CdG in men che non si dica. Tra l'altro, stasera c'è la cena sociale. Si svolge in un clima di ebbra giovialità. Stefano C ed io siamo ad un tavolo con alcuni ragazzi palermitani che hanno sgobbato parecchio per organizzare la scuola; oltre a loro, Luca e Marco, ovvero l'asse Milano-Napoli, dai rispettivi luoghi di provenienza; essi sono camminatori folli: ci raccontano che stanno girando tutta Palermo, nel senso che ormai non c'è più un vicolo che non abbiano percorso, "ad eccezione dell'orto botanico"; costoro sono dei veri avventurieri, perché non hanno timore nemmeno di andare nei vicoletti bui di sera! All'uscita tentiamo di raggiungere un posto lì vicino (a circa 300 metri); tuttavia, non sapendo dove fosse precisamente, seguamo i locali (nel senso di persone del luogo), e giriamo in lungo e in largo il centro, fino a trovarlo dopo aver percorso più o meno 5 km (nemmeno loro sapevano dove fosse!!).

La stanchezza degli ultimi giorni, purtroppo, si fa sentire pesantemente, e allora all'1 (ora molto presta per i nostri standard, ormai), decidiamo di tornare. Sulla strada del ritorno, alcuni partecipanti di cui non posso rivelare l'identità ammettono che alle lezioni di oggi non erano particolarmente presenti; uno, addirittura, confessa di avere, ad un certo punto, dormito, addirittura sognando! Un altro, invece, mischiava sogno e realtà, facendo sogni aventi come narratore il professore che stava parlando al momento. Sì, decisamente, forse è il caso di andare a letto!

Giovedì 31 agosto 2006

Anche oggi solita routine; è l'ultimo giorno di lezione, e allora, dopo essere tornati alla CdG, alcuni solerti compagni di corso ci richiamano all'ordine e ci propongono un improbabile gruppo di studio. Naturalmente io e compari aderiamo: diciamo che, se non altro, è stato molto divertente. Stasera si ripete la cena sociale: andiamo all'antica focacceria S. Francesco, di fronte, appunto, all'omonima chiesa. Purtroppo non c'è spazio nei tavolini all'esterno, anche perché siamo tantissimi; è per questo che ci accomodiamo all'interno del locale. "Non puoi non provare la focaccina con milza e polmone!" mi sento dire da Luca & Marco, i pellegrini delle vie di Palermo. Ed allora, visto che anche a Parma molti mi avevano consigliato quel locale, mi decido: "Un arancino con carne, una focaccina con milza e polmone, e una bottiglietta d'acqua, per favore." Pessima idea fu: non sono riuscito ad andare oltre al terzo morso. Il povero Stefano C, che mi era di fianco, ha iniziato seriamente a temere, quando mi ha visto mentre strani movimenti animavano il mio esofago e lo stomaco: "Guarda che sarebbe meglio non vomitare a tavola, sai..." mi fa. Allora io mi avvio in bagno, ma solamente per lavarmi le mani! (la focaccina era parecchio unta); naturalmente, tutti hanno invece pensato che fossi andato là per liberarmi dal pesante fardello!! Vabbé, opto per un trancio di pizza; solo che quando inizio a mangiarlo gli altri hanno già finito: "Andiamo a prendere un cannolo" mi fa il PierPa, ed io gli do un ack.

All'uscita non c'è più nessuno: ehi, ma dove siete andati a prendere 'sto cannolo?!? La domanda la ripeto al telefono al PierPa: "Semplicissimo, siamo vicini alla stazione!" Miii! La stazione!! Dista 2-3 km da dove siamo noi ora! Vabbé, ci dirigiamo verso tale luogo: arrivati là, sappiamo che dobbiamo voltare a sinistra e in 50 metri ci siamo. "PierPa, sei sicuro siano 50? Noi ne abbiamo fatti 500 e non ci siamo ancora arrivati! Devo chiedere alle signore di facili costumi dall'altra parte della strada? Ah! Non sono 50? Devo proseguire? Va bene..." affermo poco convinto. In effetti, il locale dei cannoli non era propriamente vicinissimo alla stazione, ma alla fine riusciamo a trovare gli altri, e questo è l'importante. Ci rechiamo dunque alla "Pilotta." Per la prima volta passo un po' di tempo in questo luogo, e vedo che tutti gli altri, che la frequentano da qualche giorno, conoscono parecchia gente: si sono perfettamente inseriti! Stiamo lì un paio d'ore, e osserviamo che a parecchi bambini piace farci dei coppini mentre ci passano di fianco; un altro, passando vicino a me, mi farfuglia qualcosa, e di fronte a un mio sguardo interrogativo, risponde: "Uè! Cumpà!" Dopo un po' andiamo a letto: domani ci attende l'esame finale!

Venerdì 1 settembre 2006

Ah! Oggi è il giorno della "Resa dei conti," come recita il foglio che ci consegnano poco dopo le 9 di mattina. Per fortuna abbiamo a disposizione un pc a testa, quindi si possono consultare le slide viste a lezione. L'esame si svolge sotto il severo sguardo di alcuni maggiorenti della scuola; tra essi, citerò Giosuè, il ragazzo che conobbi l'anno scorso a Cagliari (ora è molto importante il fatto di conoscerlo!) e l'immancabile Professore Valenti, noto assaggiatore di cioccolato, con cui ho familiarizzato la sera della cena sociale. Dopo un'ora e mezza consegnamo il test, ed attendiamo la correzione; nel frattempo, c'è la sessione poster, ma solo due volenterosi mostrano qualcosa. Dopo una ventina di minuti arrivano i compiti corretti: incredibile ma vero, siamo tutti passati! Ecco l'agognato foglio, il riconoscimento di giorni e giorni di impegno, accompagnato da una non meno importante ricevuta. Dopo di che, siamo liberi; ci salutiamo e, un po' alla spicciolata, ce ne andiamo; io mi preoccupo di fare una foto con i maggiorenti di cui sopra, e poi tutti al mare!

La meta è Mondello, ci si arriva con un autobus spettacolare che non ha il vetro posteriore né quelli laterali dietro (la cosa è voluta!), una specie di autobus cabriolet. La spiaggia è decisamente bella, il mare calmo e cristallino, e sul lungomare si affacciano delle case splendide. Rimaniamo lì fin verso le 7, e durante questo fantastico pomeriggio il mio compagno di stanza si diverte a creare un realistico bassorilievo di sabbia a forma di donna desnuda (foto). Verso sera torniamo a Palermo, doccia, e poi di nuovo a Mondello per la cena. Stavolta ci trattiamo bene, e andiamo in un buon ristorante a mangiare il pesce, accompagnati dall'asse Milano-Napoli. Stasera la cena è anche occasione per imparare qualcosa: la cameriera, infatti, mentre stappa la bottiglia, ci spiega la differenza tra il cavatappi che sta usando lei (quello che di solito si vede nei ristoranti) e quello a due bracci che troviamo in casa: quest'ultimo non si deve usare nei locali pubblici "perché è sconcio!"

Dopo cena giretto per il centro, e ci dividiamo: PierPa e Stefano C optano per una festa sulla spiaggia, mentre Luca, Marco ed io torniamo verso Palermo con l'ultimo autobus, per raggiungere gli altri (molti partono l'indomani). Attendiamo cotesto ultimo autobus per un po' di tempo, ma dopo 20 minuti di ritardo rispetto all'orario indicato ci insospettiamo, e chiediamo all'autista di un altro bus, che ci dice che "la corsa delle 00.40 c'è, ma la vettura probabilmente mancava..." il che significa che ci dobbiamo arrangiare. Torniamo in taxi, e riusciamo, finalmente, a raggiungere altri che erano in centro, in un pub. Stiamo lì un'oretta, poi c'è la sosta sfincione, seguita dal ritorno alla nostra amata CdG.

Io e i maggiorenti Bus cabriolet
Io assieme a Giosuè e al Professore Valenti Autobus cabriolet per Mondello
Spiaggia di Mondello Scultura sulla spiaggia
La spiaggia di Mondello Sculture sconce sulla spiaggia

Sabato 2 settembre 2006

Oggi è giorno di relax: gita sociale ad Erice e Segesta, con pranzo presso un agriturismo. La sveglia è mattiniera: verso le 7.30, perché si parte alle 8.30. Ci guida Luca, un simpatico ragazzo di Palermo, che scopre solo alla CdG che, su dodici partecipanti previsti, se ne presentano solo 7; gli altri: dispersi. Partiamo su un piccolo pullman ultra lussuoso, con tanto di sedili in pelle. A metà viaggio la nostra strada si incrocia con quella dell'istrionico Marco, che ci scorta fino ad Erice, e lì ci guida sapientemente per le viuzze. Visitiamo il castello (foto), il centro congressi "Majorana," e un'ottima pasticceria, senza dimenticarci della Chiesa Madre (foto).

Ripartiamo, dirigendoci verso un agriturismo dove i nostri vuoti stomaci saranno nuovamente riempiti. All'arrivo, per la verità, non ci attende subito la tavola, bensì la piscina! Il bagno è d'obbligo, visto che splende il sole, anche se non c'è caldissimo, causa forte vento. Vicino alla piscina c'è uno scivolo, e non resisto dal provarlo; nel farlo, tuttavia, scopro che non è inchiodato al pavimento, e che può scivolare all'indietro mentre lo si usa: la mia colonna vertebrale è salva per miracolo. Dopo mezz'ora di nuoto siamo pronti per pranzare: una specie di nozze, visto che stiamo a tavola dalle due e mezza fino alle cinque e mezza! Menu decisamente ottimo, con antipasti, due primi, la grigliata di carne e i dolci: è tantissimo che non mangio così tanto. Purtroppo si è fatto tardi, e non riusciamo ad andare a vedere il tempio di Segesta, anche se si trova lì vicino.

Al ritorno, com'è logico, nessuno di noi ha la capacità di ingerire alcunché, e allora usciamo dalla CdG direttamente dopo cena, per andare a vedere uno spettacolo di canto e danza in una chiesa senza tetto vicina alla ben nota piazzetta. Il luogo è stracolmo di gente, dobbiamo stare in piedi, ma ne vale davvero la pena. All'uscita dove andiamo, se non... nella piazzetta? (ancora!!) Questa sera lo spettacolo offerto è fantastico: passa un'auto suonando, e nel giro di pochissimo tempo spariscono tutti i banchetti della birra in zona, con tanto di frigoriferi! Tuttavia siamo stanchissimi per la lunga giornata, e dopo poco ci avviciniamo alla CdG, per passarvi l'ultima nottata.

Castello di Erice Madre a Erice
Il Castello di Erice La Chiesa Madre
Paesaggio Erice Momento di Relax
Paesaggio dal castello di Erice Momento di relax
Pazzo su un dirupo Piscina dell'agriturismo
Un nostro pazzo compagno su un dirupo! Bagno nella piscina dell'agriturismo

Domenica 3 settembre 2006

Ultimo giorno! E primo giorno in cui la sveglia non urla prima delle 8. Verso le 10 esco con il mio compagno di stanza e all'esterno trovo un mercatino; per prima cosa facciamo colazione, poi prendiamo l'ormai famosa via Vittorio Emanuele, e andiamo in pasticceria per degustare la famosa torta sette veli: sette squisiti strati di cioccolate diverse, uno sull'altro, a formare un indescrivibile connubio di bontà. Già che ci sono prendo delle altre paste da portare a casa... ma sarà meglio tornare verso la CdG, perché ormai il tempo stringe! Tornati là, ritrovo PierPa e Stefano C, abbondantemente riposati, che hanno appena finito di preparare la valigia. Subito li imito, e siamo pronti per partire. Il trenino che dalla stazione di Palermo centrale ci porta all'aeroporto è nuovissimo, pulitissimo, condizionato e silenzioso: una vera delizia. Arrivati all'aeroporto, una fila chilometrica ci attende... eh sì, ormai è ora di tornare a casa.

Castello di Erice
La salita del castello di Erice

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